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IL SEME al Teatro San Genesio - Concita De Gregorio... IL SEME A TEATRO Concita De Gregorio e Marco Lodoli martedì 21 febbraio 2012 alle 18.00 al Teatro San Genesio Via Podgora, 1 incontrano Marino Sinibaldi   Libreria “il Seme” Via Monte...

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Google per S.Valentino suggerisce: saltate la corda...   Meglio di un voluminoso trattato di corteggiamento, meglio di qualsiasi posta del cuore, meglio di uno stage di School of life, più efficace di chiacchere al bar, il doodle di Google per...

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La decrescita felice : le 8R di Serge Latouche sotto... Rassegnamoci, non basterà baciare la pantofola dei padroni, spargere sale sulle strade piuttosto che sulle ferite, ridiscutere l'articolo 18, allenarsi a prendere al volo i mezzi pubblici, riscoprire...

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Iaia Caputo, Il silenzio degli uomini ed. Feltrinelli   La coltre di neve su Roma non ha sepolto un fatto di cronaca di efferata violenza: un piccolo gettato dal padre nel Tevere . Trasformato in oggetto di vendetta, di più, di rivendicazione...

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101 motivi per cui le donne preferiscono gli stronzi... Se anche Madonna e Demi Moore piangono.. Esercizi di masochismo su stereotipi negativi, rincorrendo eterne fantasie, procedendo per ostinati tentativi.      

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IL SEME al Teatro San Genesio – Concita De Gregorio e Marco Lodoli incontrano Marino Sinibaldi

Categoria : Evento

IL SEME A TEATRO

Concita De Gregorio e Marco Lodoli

martedì 21 febbraio 2012

alle 18.00

al Teatro San Genesio

Via Podgora, 1

incontrano Marino Sinibaldi

 

Libreria “il Seme”

Via Monte Zebio, 3

063728377 – 3209670420

libreria.ilseme@tiscali.it

con la collaborazione di Chiara Persia


 


Google per S.Valentino suggerisce: saltate la corda insieme. Mentre, con Auden, ci interroghiamo ancora…

Categoria : Anniversario


 

Meglio di un voluminoso trattato di corteggiamento, meglio di qualsiasi posta del cuore, meglio di uno stage di School of life, più efficace di chiacchere al bar, il doodle di Google per San Valentino.

Un breve cortometraggio, sulle note di ‘Cold, cold Heart’ by Tony Bennet,  suggerisce niente smancerie, niente regali ma sintonia di atteggiamenti e empatia di comportamenti.

 

Mentre, con Auden, non finiamo di interrogarci…

 

 

 

 

Ditemi la verità, vi prego, sull’amore

Dicono alcuni che amore è un bambino
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo
e alcuni che è un’assurdità
e quando ho domandato al mio vicino,
che aveva tutta l’aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
non era il caso, no.

Assomiglia a una coppia di pigiami
o al salame dove non c’è da bere?
Per l’odore può ricordare i lama
o avrà un profumo consolante?
È pungente a toccarlo, come un prugno
o è lieve come morbido piumino?
È tagliente o ben lischio lungo gli orli?
La verità, vi prego, sull’amore.

I manuali di storia ce ne parlano
in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi
e l’ho visto persino scribacchiato
sul retro degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un alsaziano a dieta
o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
su una sega o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle este è un finimondo?
Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po’ di pace?
La verità grave, vi prego, sull’amore.

Sono andato a guardare nel bersò
lì non c’era mai stato;
ho esportato il Tamigi a Maidenhead,
e poi l’aria balsamica di Brighton.
Non so che cosa mi cantasse il merlo,
o che cosa dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio
e non era nemmeno sotto il letto. → Continue

La decrescita felice : le 8R di Serge Latouche sotto la neve

Categoria : Discussioni

Rassegnamoci, non basterà baciare la pantofola dei padroni, spargere sale sulle strade piuttosto che sulle ferite, ridiscutere l’articolo 18, allenarsi a prendere al volo i mezzi pubblici, riscoprire il litorale di Ostia, mettersi il cappello in casa….

 

In una sorta di disperato rito consumistico legato alla memoria della povertà prossima ventura, dettato dallo spettro della mancanza di approvvigionamenti ” prima che tutto succeda” causa neve, sono stata in file interminabili al supermercato, tra bamboccioni deluxe, pensionati in cagnesco, con il pensiero a Serge Latouche e alla sua via per la salvezza in 8 R:

Rivalutare,  Ricontestualizzare,  Ristrutturare,  Rilocalizzare,  Ridistribuire,  Ridurre,  Riciclare,  Riutilizzare

 

 

 

 

 

 

Iaia Caputo, Il silenzio degli uomini ed. Feltrinelli

Categoria : Saggio

 

La coltre di neve su Roma non ha sepolto un fatto di cronaca di efferata violenza: un piccolo gettato dal padre nel Tevere .

Trasformato in oggetto di vendetta, di più, di rivendicazione di un ruolo minacciato, anzi perduto.

Risale fino al mito la Caputo e indaga sulle affinità di perdita di status, frantumazione degli affetti, incapacità di adattamento, che affiancano disperati padri di oggi a Medea.  

Parla proprio di “medeizzazione” il saggio ad indicare come, in un delirio di onnipotenza volto a ristablire minacciate gerarchie, si possa arrivare a veicolare il disagio attraverso l’infanticidio.

101 motivi per cui le donne preferiscono gli stronzi by Stefania Nascimbeni, ed. Newton Compton 2011

Categoria : Saggio

Se anche Madonna e Demi Moore piangono..

Esercizi di masochismo su stereotipi negativi, rincorrendo eterne fantasie, procedendo per ostinati tentativi.

 

 

 

Whitney Houston – I Will Always Love You (Live Divas 1999)

Categoria : Attualità

 

http://www.youtube.com/watch?v=Y5mGeEBSXg0

http://www.youtube.com/watch?v=Sw3eplLauRI

Piccolo Uovo di Francesca Pardi – illustrato da Altan, ed. Lo Stampatello – Come sono belle le famiglie! Pure se il pinguino è gay

Categoria : Discussioni

  •  Ad avercela una famiglia…..

     

     

    Con spirito di iniziativa insolito ma legittimo, Piccolo uovo prima di schiudersi vuole esaminare gli odierni modelli familiari e se ne va in giro ad osservare.

    Senza peccato e senza pre-giudizi, a Piccolo Uovo piacciono tutte.

    Piccolo e uovo si, ma in grado di percepire che la competenza genitoriale dei due signori pinguini non passa per il doppio cilindro, né per i fiocchi rosa delle gattine, nè per la singletudine di ippopotamo.

    Apriti cielo e spalancati inferno, siccome non abbiamo niente altro di più importante su cui applicarci, il PDL milanese capeggiato dal consigliere Francesco Migliarese, prontamente coadiuvato da Forza Nuova, strepita e twitta acciocchè  il libro, colpevole di minare il concetto di famiglia tradizionale, non entri nelle biblioteche delle scuole pubbliche.

  • Qui ci ha precipitato la dittatura rossa di Pisapia!

  • La leggera matita di Altan diventa così, nella testa del giovane Migliarese e dei suoi sostenitori, l’arma letale di distruzione della famiglia tradizionale, a favore della diffusione di scellerate famiglie monogenitoriali o omosessuali.

  •  

    Mozione, anzi no, rimozione forzata dalle scuole del libro di Francesca Pardi e Altan , invocano i succitati eccitati, a questo giro.

  • Ma di cosa stiamo parlando???

     

Tra estetica ed etica, la Pietà di Samuel Aranda ai tempi della primavera araba in Yemen

Categoria : Attualità

La foto di Samuel Aranda, il 35enne vincitore della 55° edizione del World Press Photo 2012, con un reportage scattato per il New York Times.

” Solo i morti hanno visto la fine della guerra”

 Platone, Menesseno

Arriva Polisse di Maiwenn, sulle orme di Cantet de La classe

Categoria : Cinema

 

Nome e movenze da modella, inutilmente imbruttita, Maiwenn non si limita a dirigere e sceneggiare il suo Polisse , ma entra come interprete negli scenari di inquietante miseria affettiva del film.

Non c’è requie per la Bpm (Brigades de la Protection de Mineurs di Parigi), protagonista corale della pellicola.

Nel loro ufficio si accumulano pesi morali di ogni tipo, che fronteggiano come possono tra orrori quotidiani, carenze organizzative, dubbi incertezze tanto stress, dovuto persino alla pressione di raccomandazioni dei soliti noti (così anche oltrealpe).

Senza eroismi di troppo, nella sconcertante banalità imposta dal quotidiano, con il peso del limite, e spesso dando l’ impressione che lo stordimento nel lavoro sia rimedio all’angoscia di incontrare se stessi, (come irrimediabilmente si certifica alla fine).

Ma anche con qualche liberatoria serata disco.

Maiwenn Le Besco, sul palcoscenico da quando aveva 3 anni, per volere narcisistico della madre, ( l’attrice Catherine Belkhodjai), sposa appena quindicenne di Luc Besson, ha l’aria di conoscere, non solo per accurata documentazione professionale, ma anche per percorsi personali, le mille strade su cui può viaggiare la prevaricazione sui minori.

Il  film stenta a trovare un convincente filo narrativo, ma ha l’energia dirompente dell’ appassionata documentazione, capace di certificare sofferenze equamente distribuite tra guardie e ladri, senza sentimentalismi, con l’obiettivo prioritario di sottolineare l’urgenza di tutelare l’infanzia, violata a casa, per strada, a scuola, tra zingari e borghesi, tra giovani e vecchi, madri e padri.

Urge ricostruzione di tessuto etico, che spieghi, tanto per dire,  il valore di un iPad.

Mirata e riuscita la scelta del cast, che, come tutti i film francesi persegue la credibilità dei personaggi, compreso il tenebroso rapper Didier Morville, in arte Joey Starr, negli inusuali panni di poliziotto.

 

 

Rimane il mistero della comparsata di Scamarcio, compagno permissivo, trafficone, procacciatore di italica pizza… al tartufo!!!.

 

w. trailer

http://it.cinema.yahoo.com/p/polisse/index-5259841.

Che cos’è la poesia? Un corrimano. Così Wislawa Szymborska con ironica sorridente sprezzatura da premio Nobel

Categoria : Letteratura

 

Ad alcuni piace la poesia.
Ad alcuni -
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.

Piace -
ma piace anche la pasta in brodo;
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.

La poesia -
ma cos’è mai la poesia?
Più d’una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
come alla salvezza di un corrimano.

Contro i rigori dell’inverno ed altro The Pickwick Papers by Dickens

Categoria : Letteratura

 

Senza catene ma, tra credi e non credi, incatenata in casa, viaggio con la irresistibile vittoriana caciarona comitiva del signor Samuel Pickwick.

Rivelazioni della forma. L’Italia delle origini nelle fotografie di Pino Musi per FMR ART’E’

Categoria : Mostre

 

 

                                                                      Museo dell’Ara Pacis
                                                                      Roma
                                                                      11 – 26 Febbraio 2012
 
Devo alla competente appassionata illustrazione di Barbara Nurigian, agente di FMR, la segnalazione di questa mostra fotografica.
 
Incupiti da gragnuole di cattive notizie, prodighi solo di malumori, immemori del ΓΝΩΘΙ ΣΕΑΥΤΟΝ, avanziamo con piede malfermo, non solo per l’inopinata nevicata.
 
La propensione alla felicità, al buon umore, al recupero del tono vitale può essere generata  dalla bellezza, rappresentata nella fattispecie, dall’unicità del nostro patrimonio artistico.
 
Forte di questa convinzione, Marilena Ferrari, ha curato, come per un dovere etico, un volume-monumento, nella grande tradizione di Franco Maria Ricci,  affidando all’effetto alchemico delle fotografie di Pino Musi un fascinoso inno all’Italia delle origini .
 

 

Antonella Agnoli – Caro sindaco, parliamo di biblioteche ( subito dopo l’emergenza neve..)

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Categoria : Discussioni

La biblioteca è morta, viva la biblioteca!

Mentre Google sta digitalizzando anche l’ultimo cartaceo rosicchiato dai topi, Antonella Agnoli invita a riflettere sul futuro delle biblioteche e offre interessanti spunti di discussione.

 

E’ chiaro che urge una profonda veloce rivoluzione del concetto di biblioteca, che deve passare da hortus conclusus ad avanposto di cultura e di socialità.

A partire dagli orari, attualmente funzionali solo per chi non lavora. Direte, non sono pochi!

Vabbè, ma gli ipergarantiti, anche da questo punto di vista, sono pensionati e casalinghe.

“ Una biblioteca accessibile dalle 9 alle 13 non è una biblioteca” sostiene F.Erbani.

La domenica, quanti Ikeadipendenti opterebbero per una sosta in biblioteca, se questa offrisse accoglienza, opportunità d’incontri, una tazza di thè.

Quanto pubblico giovane si intercetterebbe se, oltre al classico prestito, in via di ineluttabile superamento per il gap tecnologico, si offrissero alternative di autonomia intellettuale, sociale e creativa, workshop, apprendimento delle lingue, delle tradizioni, delle arti.

Ivi inclusi i graffiti, suggerisce la Agnoli.

Il set di risorse, oggi più che mai risicato nel nostro paese, deve puntare alla reinvenzione delle biblioteche, spazi pubblici preziosissimi, da far diventare ἀγορά aperte divertenti multietniche, dove scambiarsi idee esperienze ricette di progresso sociale.

7 giorni su 7 

Public library, si chiamano, perchè già esistono.

Altrove.

A Londra, per esempio, e costituiscono lo zoccolo duro di un improrogabile welfare culturale.

Date un’occhiata al link della British Library, che orgogliosamente si autodefinisce” world’s knowledge”, non tanto per il fatto che custodisce la Magna Charta, quanto perchè aperta al Mondo 7 giorni su 7.

http://www.bl.uk/

Dobbiamo aspettare che “ce lo chieda l’Europa” con la solita altezzosa ultimativa spocchia?? → Continue

Nel bicentenario di Charles Dickens, 7 febbraio 1812, il perfido Scrooge batte Oliver Twist

Categoria : Anniversario

 

Il sondaggio della Penguin Books, casa editrice dei libri di Dickens, promosso per scoprire quale sia il più amato degli immortali personaggi dickenseniani, ha avuto un sorprendente risultato, assegnando al bieco Scrooge di Canto di Natale, cinico affamatore di orfani e vedove, prototipo di tutti i malvagi del Novecento letterario, cinematografico, fumettistico, la maggiore popolarità.

Con buona pace di David Copperfield and good company.

Che sia una speranzosa proiezione popolare sui banchieri cinici e spietati, che, alla fine, diventano buoni???

Come il perfido Scrooge.

Di questi tempi, non è poi così improbabile…………… → Continue

Hugo Cabret, dichiarazione d’amore e passione di Martin Scorsese, hommecinema.

Categoria : Cinema

Non c’è meccanismo che non possa ( ri)mettersi in moto, se si ha la tenacia e la fantasia di trovar  la chiave giusta per azionarne l’ ingranaggio .

Vale per qualsiasi ingranaggio, meccanico o umano che sia.

Parola di Scorsese.

Se decidete di infilarvi nei tunnel dei fotogrammi iniziali, che sembrano usciti dalle incoerenze prospettiche disegnate da Escher e perdervi nei sotterranei di una Parigi ad imitazione della Metropoli di Fritz Lang , è certo che non potrete più sottrarvi al fascinoso emozionato/emozionante viaggio spazio-temporale che Scorsese propone con questo suo ultimo lavoro, candidato a 11 premi Oscar .

Finirete catapultati  nell’occhio della Luna sparati dalla sapiente tecnologia 3D, ma, più ancora, dal talento narrativo del Regista, che porta a rivivere l’ emozione degli appassionati tentativi, che portarono il mago Méliès a produrre artigianalmente (16 fotogrammi al secondo, dipinti a mano!) Voyage dans la lune, prototipo di tutti i film di fantascienza *.

Libri e  pellicole di culto, in fantasmagorica colta rievocazione, invitano a percorsi emozionali individuali e collettivi, che hanno segnato l’ identità di un’epoca e di un’arte.

Luogo d’elezione, per priorità culturale e sentimentale, Parigi, magnifica star cinematografica di quest’anno, sempre visibile,  in una splendida citazione della tour Eiffel, onnipresente icona, che porta dritto ai “400 colpi” di Truffaut.

Alla fine, dalla complicità profonda che si instaura tra i protagonisti e gli spettatori, nasce spontaneo l’applauso e la riconoscenza  al film, omaggio al fenomeno cinema, ineguagliabile contenitore e generatore di cultura.

http://www.youtube.com/watch?v=hR-kP-olcpM → Continue

Vivement Truffaut!!! Le garçon qui amait les Classiques Fayard

Categoria : Anniversario

Doodle di Google nell’ 80° anniversario della nascita di François Truffaut , Parigi, 6 febbraio 1932

Hugo Cabret ha la sua sede elettiva al cinema FARNESE, piazza Campo dei fiori, 56 Roma

Categoria : Indirizzi

Bisogna vederlo al Farnese l’ultimo straordinario lavoro di Scorsese.

Per sentirsi, in qualche modo, parte dell’epopea cinematografica rievocata nel film.

” Biglietto d’Oro” nel ’87  per aver proiettato per 14 mesi continuativi “Nuovo Cinema Paradiso”, la storica sala, punto di riferimento della Roma cinematografara, si candida fisiologicamente ad accogliere  la straordinaria spericolata incursione di Scorsese nella storia del cinema e di Georges Méliès.

Ci son gestori (pochi) che fanno della coerenza virtù, così dal 2006, Serena Ciavarella e Fabio Amadei, portatori sani di cinefili valori, operano scelte di qualità mantenendo un forte legame con la storia del locale, aperto già negli anni ’30 ad ospitare gli spettacoli di Aldo Fabrizi, Renato Rascel, Macario, Wanda Osiris.

Niente pellicole panettone, niente pop corn nauseabondi, niente spazio parcellizzato in commerciali sale-pollaio, a tutto vantaggio di una sobria elegante esposizione di Cd, libri, foto, manifesti, materiali atti ad alimentare interessi approfondimenti sogni emozioni cultura.

L’ ampio foyer, assiduamente frequentato negli anni ’70 da Moravia, Pasolini, Guttuso e lo stato maggiore del Movimento Studentesco, favorisce gli incontri e i confronti, grazie ad un’ interessante programmazione, tesa a perpetuare e concretizzare la vocazione e  l’ identità culturale del locale, imperniata su  rassegne in lingua originale, film d’essai, un apprezzato CinemaLab, con matinée per le scuole, a cura della dott.ssa Elena Mascioli, Educational Project Coordinator, che partecipa da anni, come giurata, ai grandi festivals nazionali ed internazionali e svolge una preziosa attività formativa/informativa.

http://www.cinemafarnese.it/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disgustoso siparietto Morandi Papaleo. Appello al direttore generale della Rai Lorenza Lei per risarcimento di immagine

Categoria : Discussioni

L’umiliante video avanspettacolistico

http://www.youtube.com/user/donneEmedia?feature=watch

del servizio di Mollica andato in onda il 25 gennaio al TG1 della RAI delle 20.00

richiede un commento, una risposta, una firma

all’ appello dell’ Associazione Pulitzer

http://www.associazionepulitzer.it/appello-al-direttore-generale-della-rai-lorenza-lei

 
“Esistono infine forme di violenza o di istigazione alla medesima che sono connesse a fenomeni mediatici ed informatici che non possiamo sottovalutare. L’idea di un progetto educativo per contrastare l’immagine mercificata della donna, anche attraverso la televisione, non mi trova affatto indifferente. Non sto parlando di censure, ma di educazione oggettiva e consapevolezza. Penso all’introduzione di gender mainstream nei progetti educativi al fine di monitorare che i messaggi, trasmissioni, pubblicità e testi scolastici siano il più possibile gender correct. Il contrasto all’utilizzo del corpo femminile come strumento pubblicitario, anche attraverso l’uso di siti internet che denuncino di volta in volta l’utilizzo inaccettabile del corpo femminile, è altro profilo da considerare. Restituiamo una dignità al mondo femminile spesso, troppo spesso, rinchiuso dentro un copione che tende al compiacimento del mondo maschile”
così  il 24 gennaio 2012 Elsa Fornero

 

La neve se ne frega. Roma 3 febbraio 2012

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Categoria : Evento

 

 

“Grazie per la neve che sta scendendo.

Mi è sempre piaciuta, ma adesso mi sembra proprio puntuale.

Tempestiva.

Porta pulizia.

Porta bianco.

Costringe all’attenzione.

Ai tempi lunghi.

Lima rumori e colori.

Lima le bave dei sensi.

Ce n’è bisogno.

Ancora per un po’ .”

da La neve se ne frega di Luciano Ligabue ed.Rizzoli

 

Al Seme ” Notturno italiano. L’esordio inquieto del Novecento” Lucio Villari. Laterza

Categoria : Evento

 

Causa neve: l‘ incontro con Lucio Villari è rinviato
 
alla prima settimana di marzo.
 
 

Libreria “il Seme”

 

Via Monte Zebio, 3

 

 

063728377 – 3209670420

 

libreria.ilseme@tiscali.it


Se appartenete a quel gruppo di originali indomiti demodèes che non si rassegnano a comprar libri tra detersivi e legumi al supermercato, se vi assale il panico a percorrere i tunnel delle modaiole megalibrerie, e(ste)tica dei tempi attuali, se aborrite l’indiscriminata offerta editoriale che intasa vetrine e scaffali, potreste trovare una sorprendente oasi cocoon alla libreria Il Seme, per una serena autonoma aggiornata pratica di lettura.

E’ dagli anni ’70 che la piccola libreria di nicchia Il Seme, nel quartiere Prati-Delle Vittorie, rappresenta  un prezioso riferimento culturale per i suoi frequentatori noti e meno noti.

Accapararsi un posto alle presentazioni, per un lettore, è una forma di minimalista felicità.

 

 

 giovedì 9 febbraio 2012

 

alle ore 18.00

 

 Lucio Villari

 

 Introduce  Guido Carandini