Schiacciato tra il cimitero di Eco, le correzioni di Franzen e un formidabile Auster, mi è capitato tra le mani Quando ci batteva forte il cuore, finalista Pre.mio Biblioteche Roma, di Zecchi.
Da un bel pezzo le foibe hanno cessato di essere solo fenomeni carsici e sono diventate emblema di uno degli orrori del secolo breve, su cui ancora si ha pudore di dire.
Zecchi le fa divenire anche un luogo letterario. Bene.
Su questo piano di giudizio mi sono venute le prime impressioni.
Lorenzo ha 6 anni nel ’43 e, con le antenne lunghe dei bambini, percepisce il disastro incombente sul suo mondo e le sue certezze.
Lorenzo ha 6 anni quando nella colpevole inconcludenza della classe politica, l’Istria passa alla Jugoslavia.
Il romanzo ha il pregio della scorrevolezza, soprattutto quando si abbandonano le velleitarie ahimè inconcludenti tirate della madre nella prima parte, che mi son parse stonate e didascaliche.
Al contrario nella seconda parte, sgomberato il terreno dal velleitarismo della madre, votata al suo destino di pasionaria, l’orrida vicenda storica si intreccia alla costruzione del rapporto padre-figlio, novelli disperati Ascanio-Anchise, senza numi tutelari, in fuga dalle rovine della patria.
La forza delle immagini è buona e pacata, i dialoghi sono a misura di bambino che vuol capire e di padre che non sa spiegare.
Molto neorealistico, sotto gli occhi di una natura leopardianamente indifferente e di una classe politica vigliaccamente inetta.
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Iscritto d’autorità tra lebelleoccasioniperse, si è concluso oggi ingloriosamente l’11° festival Jazz sulle Bocche.
Senza togliere niente agli artisti che si sono esibiti, la manifestazione è stata molto carente sul piano organizzativo.
Diciamolo subito e non pensiamoci più: Favata è un buon musicista ma un pessimo organizzatore.
Sempre in ritardo sui tempi, da imputarsi a suo dire, ai ristoratori teresini, lenti nel servizio ma lesti col Vermentino… ( da quando gli Artisti vanno a cena prima dello spettacolo??)
Mentre il Presentatore si accaniva ad infliggere il suo ottimismo alla platea, i Tenores di Bitti, con un intenso colorito cannonau marezzato, si sono presentati in ordine sparso alla messa cantata.
Non ci voleva il mago Otelma per sapere che le condizioni metereologiche avrebbero impedito i concerti restanti nelle sedi designate.
Non si poteva trovare una sede alternativa? Il Comune non è stato disponibile? La provincia OT, in un soprassalto di minata credibilità , ha puntato i piedi? L’Unione Europea ha altro da pensare? Gli Area, open air o niente? Il Banco di Sardegna con britannica melliflua soavità ha imposto vincoli logistici? Le maestranze sono state riottose a spostare i supporti tecnici?
Cerchi un colpevole e ne trovi molteplici..
Solo su sollecitazione del pubblico, in educata attesa sotto la pioggia, ieri sera, 4 settembre, alle 21’30, Favata ha comunicato l’annullamento del concerto e ha invitato a richiedere il rimborso del biglietto.
Qui si è sfiorata la farsa, addette all’operazione, due sprovvedute incolpevoli ragazzette che hanno deciso, in piena insindacabile autonomia, sotto una prova generale di diluvio universale, l’entità del rimborso a quelli k come me avevano acquistato l’intero pacchetto.
Ce n’è abbastanza per turbare l’edonè del forestiero in vacanza, ma anche la candida melomania dei residenti.
Basta così?
NO.
Il concerto di D’Andrea, disdettato ufficialmente ieri alle 23, si è tenuto all’alba alla Biblioteca comunale….
Per chi?
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Un Puck questa Campus! Di sole sabbia e mirto! Anglosarda doc!
Dotata di swing e humour, dispensatrice di sapienza musicale e duttilità vocale, memore delle sue radici, ha ipnotizzato il pubblico con l’elegante leggerezza delle sue movenze, la sofisticata interpretazione di composizioni sue, del bassista Dudley Phillips ( cui si deve anche un suggestivo arrangiamento della celebre No Potho Reposare), e del pianista Steve Lodder.
Particolarmente apprezzate a dare significato e sostanza al titolo dello show, le trasposizioni di alcuni brani di Benni e Franca Rame, che molto opportunamente ricorda:
‘Ecco, vorrei che dolce poesia portasse nel mondo questo messaggio:
Arlecchini danzano per la rivoluzione e votano la regina dei clowns ma urlano tra squilli di tromba e rullare di tamburi:
Sveglia Regina! Ridere non basta più!‘
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http://www.infopoin tcagliari.it/it/eventi/musica-sulle-bocche-musique-sur-les-bouches/652
Dal 1 al 5 settembre a S.Teresa si terrà la undicesima edizione del Festival Internazionale di Jazz , diretto da Enzo Favata.


