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Red Carpet per “Punks and Patriots” in chiave rigorosamente ecologica

Category : Festival

Festival che vai, red carpet che trovi…

Diciamo che a Simon Lycett erano venute meglio le decorazioni per il Royal Wedding,  per il seggiolone (!!!) del figlio di Beckam, per “Quattro matrimoni e un funerale”, per non parlare dello spettacolare ”Avatar”.

Cavoli, mele, strutture metalliche, ( ci dicono in collaborazione con il blasonato Chelsea Flower Show) a stilizzare una moderatamente ironica modestamente trasgressiva Union Jack, replicata tre volte.

L’ inarrestabile tendenza mutagena/mutante di cavoli e mele compie il suo silenzioso lavoro minuto dopo minuto a creare un horror vacui all’insegna del Pop, con effetti di humor ( non esclusivamente inglese)  per la cornice mondanfestaiola del Festival del Cinema di quest’anno.

La retrospettiva “Punks and Patriots” è realizzata in collaborazione con il BFI London Film Festival → Continue

This is England. Shaun: 12 anni e un passato da skinhead

Category : Cinema

Swann ha 12 anni nel 1983, quando la guerra delle Falkland gli porta via il padre e le sicurezze.

Non ha amici, non ha pantaloni giusti,  è un isolato, uno sfigato.

Alter ego del regista Shane Meadows, il protagonista è un vero ragazzo di strada incontrato alla Space Project, struttura che segue ragazzi svantaggiati.

Si chiama Thomas “Tommo” Turgoose, impossibile tenerlo a scuola per più di un’ora alla settimana, per via di un diagnosticato deficit di attenzione.

Niente da fare anche con le attività alternative, per dire recite scolastiche. Scartato.

Una bella scommessa per il Regista. Vinta alla grande. Dal Regista e daTommo, come testimoniano i numerosi riconoscimenti internazionali.

Sguardo tra lo stolido e lo smarrito, fisico in formazione, viene preso in simpatia da ragazzi più adulti di lui, che diventano i suoi modelli.

Testa rasata, bretelle, camicia Ben Sherman, stivaletti Dr Martens, cappello Cromby e solidarietà di clan, Shaun vive un momento appagante.

Come in una foto di Gavin Watson, se ne va in giro nel piccolo deprimente centro sul mare dove vive, consumando i suoi riti di iniziazione.

Tanta musica reggae, birra, forte spirito di gruppo, tanta rabbia, violenza repressa, mal indirizzate con farsesche modalità.

Il rigore thatcheriano alimenta oltre modo gruppi razzisti, ove allignano personaggi tipo il Combo del film.

Questi, uscito di galera, in un primo momento, non ha difficoltà a reinserirsi nel suo gruppo e a influenzare Shaun che vede in lui il vendicatore della morte del padre.

La mistica della violenza predicata dal National Front, cui Combo aderisce, sconvolge Shaun che ne prende le distanze, ricalcando vicende biografiche del regista Shane Meadows.

This is England  datato 2006 arriva solo ora sui nostri schermi, nonostante abbia vinto il

Gran Premio della Giuria (Festival Internazionale del Film di Roma),

Miglior Film (BAFTA),

Best Independent Film & Miglior attore emergente (British Independent Film Awards), 

UK Film Talent Award (London Film Festival).

Vedi Trailer:

http://www.youtube.com/watch?v=H0jkv2bRFgQ

 

 

 

 

 

Comic-con episode IV : A fan’s hope – Director Morgan Spurlock

Category : Cinema

Festival del Cinema 2011

Roma

Nato come piccolo raduno per maniaci di fumetti, Comic-con è raccontato con tenero malinconico irresistibile humor da Morgan Spurlock, che per l’occasione stempera il sarcasmo, che aveva utilizzato in Super Size Me, per descrivere gli effetti del junk food del terrorismo e del product placement.

Pochi fotogrammi bastano a catturare in modo totale l’attenzione, di più, la comprensione degli spettatori per chi  sceglie deliberatamente la favola e si aggira, assolutamente a suo agio, tra Batman e uomini Ragno di diverso peso e misura, nella celebrata convention di San Diego.

Un rito di massa che ormai richiama più di 1 milione di visitatori da tutto il mondo, pronti a impegnar risparmi per un numero primo ma anche a tentar la via del successo proponendosi come disegnatori o a render unica una proposta di matrimonio.

Si ride molto, si partecipa molto alle vicende di questi inguaribili addicts di ogni età e latitudine.

Con tenerezza, con molti applausi.

Per gli appassionati :

il prossimo appuntamento al San Diego Convention Center è il 12-15 Luglio 2012

http://www.comic-con.org/cci/index.php

http://www.youtube.com/watch?v=s-_dG3YmRZk&feature=related

 

 

 

Georgia O’Keeffe: dalle luci della Fifth Avenue ai silenzi del Pedernal

Category : Mostre

PALAZZO CIPOLLA

Via Del Corso, 320 Roma

dal 3 ottobre 2011 al 22 gennaio 2012

 

300 scatti del più famoso fotografo del momento, Alfred Stieglitz, divenuto poi suo marito, le valsero un’ immensa notorietà che la consegnarono al ruolo di icona femminile, dandone per scontato il fascino ma ignorando, se non irridendone, la creatività. E siamo a New York 1970 non a Venezia 1600!

Ma Georgia, morbide forme ferrea tenacia, non era tipo da arrendersi alla banalità della superficialità e con inesauribile energia, si impegnò a dimostrare l’originalità della sua poetica e la validità della sua arte, mai disgiunta dall’innamoramento della natura, colta indifferentemente nella vitalità di petali o teschi.

La sua passione di viaggiatrice la porterà per il mondo e le suggerirà scelte di vita e d’arte originali e rispettose degli ecosistemi, che saprà rappresentare con efficace sintesi tonale.

Suggestivo il percorso della Mostra che affida la lettura della retrospettiva non solo alle opere ma anche alla ricostruzione dell’habitat dal quale la O’Keeffee assorbì luci colori forza creativa.

Emozionante entrare nello studio della Pittrice e perdersi davanti al Pedernal immobile contro il cielo del New Mexico.

Il Catalogo porta un’attenta lettura  di Melania Mazzucco, sensibile studiosa di pittrici, ( ahimè donne, come l’indimenticabile Marietta figlia di Tintoretto de La lunga attesa dell’angelo) intorno al Black Iris 1924 della O’Keeffe.

 

ITIS Galileo con e di Marco Paolini

Category : Teatro

18 | 30 ottobre 2011

Teatro Argentina

Il ’600 non è nella top ten di chi ha fatto il Classico.

Vogliamo parlare di quelli che hanno fatto il Tecnico??

Da questa considerazione incontrovertibile, subito verificata con pochi quesiti rivolti al pubblico  e molte liberatorie risate, parte la straordinaria lezione  di 2 ore e 10 di Marco Paolini contro l’azzeramento della memoria e la centralità (??) della Scuola.

Evocato da Paolini, attraverso testi e gesti, lingua dotta e vernacolo, il ’600 rivive nelle straordinarie rivoluzionarie figure di Copernico, Keplero, Galileo, Bruno, Shakespeare, con la loro capacità di guardare indietro con rinnovata forza e autonomia di pensiero per inventare il nuovo.

A sfatare la retorica dei giovani contro la gerontocrazia, un Galileo seguito nel suo percorso di vita da adolescente insofferente di studi di Medicina ( ma mai laureatosi neanche in Matematica, allora una specie di  DAMS di oggi), a inossidabile osservatore e inventore, alle prese con ambienti dominati dall’ inerzia intellettuale di regnanti assoluti/dissoluti, plebi affamate, clero oscurantista.

Una vita ricca di eventi, di onori che per molto tempo però non gli valsero il necessario per vivere ( teneva famiglia…3 figli..), costringendolo a utilizzare le stelle fisse, proprie di quel cielo tolemaico che la sua teoria aveva polverizzato, per, udite udite, fare oroscopi.

Piccolo dato biografico che la dice lunga sulla sua capacità di interagire col mondo, sapendone leggere tendenze umori e che offre un divertente spunto su una debolezza che ancora accompagna la vita contemporanea così disancorata da certezze e drammaticamente preda di vudueconomia e bungapolitica. 

Vuota la scena, se non che per un’enorme mina vagante a rappresentare la forza eversiva del suo pensiero, onda in piena, affidata a lezioni universitarie ( si, gli conferirono giustamente 2 lauree ad honorem) tanto seguite da essere tenute in piazza, libri tanto colti da non essere subito capiti,  monologhi in dialetto per sfoghi e strategie.

E’ proprio sulla mina Galileo/Paolini salirà, nella parte finale dello spettacolo, prima quasi crocifisso ingabbiato dalle pesanti catene dell’Inquisizione, dei luoghi comuni, poi in un trionfante resoconto degli ultimi 10 anni della sua vita, quando quasi ottantenne, ( Pisa 15 febbraio 1564- Arcetri 8 gennaio 1642….noi del Classico… che sappiam usare pure Wikipedia ), ormai cieco, riscrive tutto ciò che aveva dovuto ritrattare e riesce a diffonderlo con la complicità dell’Ambasciatore veneto e delle di lui accoglienti mutande ( ” Che pacco, ragazzi!” ), nonchè della libera editoria di Leida, Olanda 1638 .

Nei cieli Beethoven, che gioiosamente inaspettatamente vira su un travolgente rock and roll, alle cui note si unisce il lunghissimo grato applauso del pubblico per una volta oggetto/soggetto della straordinaria performance.

Proposta : Paolini ministro Pubblica Istruzione. Subito.

 

 

Centenario del Quartiere della Vittoria – Piazza Mazzini, ombelico di Prati: tutti in piazza a festeggiare.

Category : Evento

 Roma Capitale – 1911-2011

 

La presidente del 17° Municipio Antonella De Giusti ha inaugurato con grande partecipazione di pubblico la kermesse che per tre giorni , dal 21 al 23 Ottobre, celebrerà la nascita del Quartiere della Vittoria, evidenziandone le memorie, le architetture, le prospettive.

http://www.youtube.com/watch?v=QnmjGJExP3k

Hanno aperto i festeggiamenti, con l’usuale vitalistico entusiasmo, gli alunni delle Scuole d’ eccellenza del territorio, a riscattare il presente smemorato e quasi irreale nel quale siamo immersi.

Spiace osservare che lo stato dei giardini della Piazza, nonostante l’evento, versassero in condizioni di degrado imbarazzante.

Auguriamo che la festa di oggi crei assunzione di responsabilità rispetto al decoro della Piazza.

Tra i tanti, a chilometraggio zero, gli alunni della Pistelli e la loro Dirigente prof. Maiolini.

L’intero programma su

apiroma

Il martirio di vivere tra le brume: può la Biblioteca Nazionale aver orari da fast food? Chiudere per ferie per tutto Agosto?

Category : Attualità

Molti pensano di no.

Qualche nome a caso: Tullio De Mauro, professore di linguistica; Antonella Agnoli, bibliotecaria, autrice de “Le piazze del sapere”; Osvaldo Avallone, direttore della Biblioteca Nazionale; Marino Sinibaldi, direttore di Radio 3; Stefano Parisi, Associazione biblioteche italiane; i QT, gli scrittori Francesco Piccolo, Christian Raimo, Vincenzo Ostuni, Emanuele Trevi, Marco Lodoli, Erri De Luca, Francesco Piccolo, Nicola Lagioia, Domenico Starnone, Maurizio Rippa, Andrea Gherpelli, Flavio Soriga, Elena Stancanelli, Andrea Cosentino.

Con tanti altri, con i ricercatori, con gli utenti della struttura si è promossa, l’11 ottobre a Roma, un’ Assemblea dall’inquietante titolo “Carta batte forbice”, allo scopo di chiedere un ripensamento sul già risicato budget e una riorganizzazione del servizio.

Stante l’impietosa foto della situazione attuale così descritta nel documento dei manifestanti:

«Il nostro è un paese dove si legge poco. Il nostro è un paese dove due milioni di persone sono totalmente analfabete. Il nostro è un paese dove cinque milioni di persone sono semianalfabete. Il nostro è un paese dove non si promuove la lettura. Il nostro è un paese dove le biblioteche sono considerate un consumo culturale e non un servizio necessario. Noi la pensiamo diversamente». 

Anche noi.

Risposta con manganello a vista: l’assemblea si è dovuta tenere fuori dalla Biblioteca per motivi di ordine pubblico  (!!!!???? )

 

 

C’è un giardino nel cuore della Scuola”E.Pistelli” di via Monte Zebio, 35

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Category : Evento

Roma Capitale – Assessorato all’Ambiente

C’è chi taglia c’è chi pianta.

La dirigente prof. Brunella Maiolini assieme ai bambini della Scuola, ai suoi insegnanti, al personale, ai genitori, ha festeggiato ieri l’avvenuta riqualificazione del cortile della Scuola.

Il grande spazio interno della Scuola ha visto fiorire alberi, fiori e una grande area adibita ad orto per favorire interessi educativi ricreativi estetici, affinare i sensi, coltivare diversi talenti e …croccante insalatina.

 

Stainoterapia dell’amore. La migliore cura della coppia inizia con una risata

Category : Letteratura

Ridere è un gesto politico. Ricordate? ” Sarà una risata che vi seppellirà”.

Sembra facile, di questi tempi.

Con indomita forza ce lo ricorda Staino, guru della risata sarcastica.

Fascinoso grande vecchio che è bello ascoltare mentre rievoca il suo lungo impegno, l’amore fulminante per Bibi, moglie peruana, musa ispiratrice, attenta inflessibile giudice, senza il cui imprimatur non si pubblica niente.

Concita de Gregorio, che è stata per 3 anni sua direttice all’Unità, e Andrea Satta, leader dei Têtes de bois, con cui il vignettista ama polemizzare e pedalare per tutta Europa,  hanno presentato da Feltrinelli l’album/libro Stainoterapia dell’amore  che in non più di 20 minuti garantisce una  dose di energizzante vitalistico buonumore .

E’ vero non basta una dose, ci vorrebbe una terapia da cavallo per procedere nel buio contemporaneo, ma questo libro è un buon inizio in grado di alimentare la voglia di rigenerazione che serpeggia nella nazione e nel pianeta.

Attento lettore anticipatore degli eventi, Staino assicura che la rinascita non può che essere dietro l’angolo e dobbiamo cominciare a cercarla in noi stessi.

Sorridete, la vita non vi sorriderà ma voi sorridete lo stesso.

Lunga vita a Bobo e Bibi.

Viva Alfonsina, viva Margherita, viva la bici. GoodBike!!!

Category : Musica

http://tv.repubblica.it/edizione/roma/alfonsina-e-la-bici/54399/53580

Margherita Hack, Militant A, Sergio Staino e Mario Benedetti. Il brano è tratto dall’album GoodBike scritto da Andrea Satta con musica dei Têtes de Bois. 

 

Andrea Zanzotto poeta di stragi e di belle maniere

Category : Letteratura

 

 

 

 

Ma quali mai “distinguo”, e in qual maniera,

quali belle maniere, qual sofisma

le stragi vostre aggireranno, prego?

Da Galateo in bosco (Mondadori, 1978)

DeScritto, il Festival dell’Editoria Indipendente promosso dalla casa editrice “Villaggio Maori”

Category : Festival

La porta è aperta. Vita di Goliarda Sapienza di Giovanna Providenti

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Category : Evento

 

 

 

Google for Calvino ovvero La distanza della Luna

Category : Attualità

Con il doodle di oggi Google celebra l’anniversario della nascita di Calvino avvenuta 15 Ottobre 1923, 88 anni fa.

“Una volta, secondo Sir George H. Darwin, la Luna era molto vicina alla Terra. Furono le maree che a poco a poco la spinsero lontano: le maree che lei Luna provoca nelle acque terrestri e in cui la Terra perde lentamente energia.”

Niente di più dietro il surreale racconto “ La distanza della luna” con cui si aprono le Cosmicomiche, felice connubio dei generi Cosmico e Comic.

 ”L’avevamo sempre addosso, la Luna, smisurata”…

http://www.youtube.com/watch?v=c8Yt1nd8amI

 

Tanto che Qfwfq, il suo cugino sordo e la bella moglie del capitano, signora Vhd Vhd, ammaliante  suonatrice d’arpa con” braccia lunghissime,

argentate in quelle notti come anguille (…)”, con l’ausilio di una semplice scala, agevolmente possono salire sulla superfice  lunare e gustarne un singolare prodotto, una specie di delizioso yogurt.

Pensate cosa dovevano essere i pleniluni, la potenza dell’Attrazione, le conseguenti gigantesche maree, l’incoercibile scoppio di umane passioni, che porteranno la bella Vhd Vhd al centro di un triangolo amoroso e ad una scelta irreversibile.

 ”Così cominciò la storia del mio innamoramento per la moglie del capitano, e delle mie sofferenze. Perché non tardai ad accorgermi a chi andavano gli sguardi più ostinati della signora: quando le mani di mio cugino si posavano sicure sul satellite, io fissavo lei, e nel suo sguardo leggevo i pensieri che quella confidenza tra il sordo e la Luna le stava suscitando, e quando egli spariva per le sue misteriose esplorazioni lunari la vedevo farsi inquieta, stare come sulle spine, e tutto ormai m’era chiaro, di come la signora Vhd Vhd stava diventando gelosa della Luna e io geloso di mio cugino.” 

Un singolare lunare stravagante triangolo ma, con Kundera ricordiamo che ” i sentimenti esistono e basta”.

 

Grazie a Google k ci ricorda come quando l’arte è grande continua a vivere e a stimolare creatività con le tecniche più diverse, alle latitudini più diverse.

Imperdibili:

.http://www.youtube.com/watch?v=EZ9cEZhiGPw&feature=related

 http://www.youtube.com/watch?v=Fv96ogcN-Cw&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=1-yF14cVapY

Ti ascolto – Federica De Paolis ed. BOMPIANI

Category : Letteratura

Potenza delle associazioni di pensiero!

Durante una recente cena a casa di amici, reduci da un viaggio all’estero, raccolgo pareri molto negativi sugli estensori della Lonely Planet.

Absit iniuria, ma, quando mi trovo davanti il Tribeca, entro in allarme.

Non a torto non a torto.

Il giovanotto mezzo cecato, a causa di un distacco di retina, è costretto ad abbandonare Shanghai stretta nalla morsa della Sars e a tornare in Italia.

Giunto a Milano, si sistema nell’appartamento vuoto della sorella, ove, complice disservizio Telecom, pratica in modo compulsivo voyeurismo acustico (non si  dice probabilmente, sicuramente non si fa !).

Diego, sebben psicologo, ignora il concetto sartriano di libertà e responsabilità, e comincia alla grande a farsi gli affari degli  altri .

Non solo disattendendo le raccomandazioni della sorella, circa un sollecito a Telecom per la normalizzazione della linea (avojaaa!),

non solo candidandosi ad una bolletta mostruosa, ma entrando a gamba tesa nella privacy altrui e facendosene coinvolgere  fino a punti di non ritorno.

Con modico disagio, sentendosi Batman, vien da dire più nell’ indole che nell’aspetto, Diego  si autoassolve, imputando  al suo essere uno sdradicato, alla sua lunga full immersion in mondi estranei e anaccoglienti, la formidabile infrazione.

Vivere la vita attraverso la vita degli altri, ammette l’ insider living, è frustrante.

Sapesse leggerla.

Anche  la De Paolis ( finalista con Ti ascolto al Pre.mio Biblioteche Roma 2012), se ne deve ssere resa conto, tant’è che ad un certo punto si fa prendere la mano e da il via a fuochi d’artificio, piegandosi alla liturgia del romanzo con botto finale.

Nel giro di 4 pagine 4  Diego scopre:

-  di essersi scopato la sorella,

-  di aver frainteso l’inossidabile rapporto dei genitori,

-  di essere vissuto nell’adorazione della madre, meneghina Giocasta,

-  di aver ingiustamente bersagliato  il padre, modesto Edipo,

-  di essere prossimo a divenire zio di un bimbo concepito col primo venuto dalla di lui sorella,  in stato di ubriachezza ( aaahhbbbèvahhbbbè!) .

Il pathos è perseguito ma  si ferma a un ” vomitar rose” (!?).

Arriva provvidenziale per Diego e per i lettori, squassati dalla logica dell’eccesso spettacolare, un nuovo incarico dalla Lonely Planet, destinazione Goa.

Non male per uno che, con l’ombra di Cavour ( non ci siamo fatti mancare niente), conclude: “ Ma senti che storia”.

Storia che, quando esce dalla cupa meticolosità della trascrizione telefonica, offre  riprese meditate e sintesi efficaci sulle problematiche del personaggio, aspirante scrittore TQ in crisi di identità.

Si citano in seconda di copertina  Auster, Almodòvar.

Ora, sinceramente, umilmente, a parte l’incesto in sé ( mozzafiato in Invisibile), a parte una madre dispensatrice di picconate ( immancabile anche nell’ultimo The skin…) non mi pare che questo romanzo  nel suo evolversi, nella dimensione linguistica richiami il ritmo e l’ efficacia narrativa dei modelli citati.

La De Paolis piace a Marco Lodoli.

Senza ma ?

 

Popolizio canta Gadda

Category : Teatro

Auditorium Parco della Musica

 Roma

- Teatro Studio

 La straordinaria voce e il potente segno interpretativo di Popolizio hanno ricreato la complessità e la suggestione  dell’opera gaddiana,“La cognizione del dolore”, restituendone la lezione di stile  e di etica.

 

Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del ’400

Category : Mostre

Scuderie del Quirinale

Roma

5 ottobre 2011 – 15 gennaio 2012

Splendido incredibile epigono dei frati di boccaccesca memoria, Fra Filippo Lippi, per contrappasso , dipinge alcune delle più mistiche Madonne di tutti i tempi, di vibrante virginale bellezza.

Concepisce,  (elegante metafora per definire un quattrocentesco gossip), con la bellissima Lucrezia Buti, nota Spinetta, monaca anch’ella,  il piccolo Filippino Lippi.

Gli Ufficiali della Notte e i Conservatori dell’Onestà dei Monasteri si erano già dovuti occupare del vulcanico frate, ma in quel lontano 1461 l’eco della fuga di 4 monache con il celebre pittore fu un evento sensazionale.

Comunque il piccolo, svezzato a bottega ( la mamma-monaca rientrò in convento dopo 4 anni e il piccolo fu affidato al padre),  tra colori e tempere,  non perse tempo, assorbì tecniche e sensibilità pittorica superlativa, spendibile con i più facoltosi committenti del momento e i più affermati artisti contemporanei.

A bottega da Botticelli, dopo la morte del padre, da subito dimostrò di possedere autonomia pittorica tanto che il suo apprendistato era retribuito come da  documentazione in mostra.

Attento intelligente  squisito interprete degli umori del tempo e dei suoi committenti seppe adeguare la sua arte e farsene con successo specchio, a differenza di Botticelli, che finì travolto e…piagnone.

→ Continue

Luce degli occhi miei – Franco Scaglia

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Category : Letteratura

Antipatica.

Subito, a prima vista.

Per pregiudizio bassamente fisiognomico.

La signorina Maria Masini Falconis, elegantemente incappellata, ci guarda dalla copertina dell’ultima fatica di Scaglia, dall’alto in basso, il labbro turgido, gli occhi sdegnosi, e non promette niente di buono.

Cattivo, forse gratuito retropensiero.

Non vale scoprire l’orrida trama ordita da genitori scellerati, ancorchè artisti di fama mondiale, che porterà la piccola Maria a realizzare il suo sogno di divenire una grande cantante lirica.

Non vale saperla sostanzialmente sola, a tu per tu con Parsifal,  gatto disneyano, felinamente intento a ricercar cibo piuttosto che un qualsivoglia sacro Graal di domestica portata.

Non vale vederla sottoposta ad una cena elegante a base di selvaggina ( lei odia i volatili… pag. 66) a casa del padre fedifrago, moribondo pentito ma ancora succube di esteriorità, che si materializzano in tovaglie cristallerie orpelli borghesi .

Non vale il calore vocale, l’eleganza del fraseggio con cui intona ” Ah, non credea mirarti” che tramortisce Pietro Mascagni, il famoso compositore, e Pietro Carriglio, regista teatrale e scenografo, accidentalmente “beccati”, per stralietissimo finalone, su un vagone ferroviario  per Bariiiiii (cap. 40).

La vicenda umana della povera, sebben scafata, Maria, vittima di imprevisti da feuilleton, non riesce mai a fondersi con le innumerevoli sia pur colte note relative alla grande musica, che non si scostano da nozionistico valore documentaristico .

Leggo che Scaglia è autore di successo, nonchè dirigente televisivo di lungo corso in Rai, dal 2004 presidente di Rai Cinema.

Presidente, da quale nostalgico  immaginario viene fuori questa finta orfanella sempre a mezzo tra estreme miserie e sfarzosi teatri e dimore?

A quale pubblico indirizza il suo lavoro? A melomani insofferenti dell’”affaire- Maria” o a esperti di soap-opera imbufaliti per i colti riferimenti musicali?

Paternalisticamente lo stesso Autore sul finire (pag 296) concorda con l’attonito lettore: “Una persona meno forte di lei avrebbe quasi perso la ragione”.

Eliminerei il quasi.

Presidente, l’impietoso presente non richiederebbe, massimo dai vertici intellettuali  del Paese, una responsabilità culturale morale rispetto a quello che si scrive e si pubblica?

Mi spiace, di questo libro mi prende solo il titolo: ” Luce degli occhi miei”, da una cantata da camera di Pergolesi . → Continue

I ferri di Paolo Camiz – Galleria Mirionima, Macerata 14-28 Ottobre

Category : Mostre

 

Accademia di Belle Arti

 

 

Inaugurazione Venerdì 14, ore 17 

 

” Tra simbolo e mito le sculture di Paolo Camiz racchiudono la forza della storia e dell’uomo, con i suoi drammi e le sue paure. I ferri contorti e corrosi di Paolo Camiz sono la metafora dell’esistenza, sono i nostri dubbi, rappresentano l’eterna lotta tra spirito e materia, tra anima e corpo, la tensione e l’afflato dell’umanità al cospetto delle moderne schiavitù, tesi verso una ricerca di libertà troppe volte effimera e fittizia. …” Guido Folco

 

www.paolocamiz.altervista.org

 

http://www.criticipercaso.it/?s=camiz&x=12&y=8

Indian Highway

Category : Mostre

 Dal 22 settembre 2010 al 29 gennaio 2012
MAXXI
Via Guido Reni, 4/a
Roma

I 30 artisti in mostra ci raccontano un Paese tumultuosamente  faticosamente contraddittoriamente in marcia su avveniristiche  autostrade  sfreccianti, grazie a supporti tecnologici, sugli specchietti retrovisori  di camion surreali, realizzati, a grandezza naturale, in luccicanti tondini di alluminio, con carichi umani in perenne faticosa speranzosa trasmigrazione.

Avevo già visto la mostra alla Serpentine Gallery di Londra in versione ridotta e più centrata sulla sollecitazione strettamente geo-politica, con particolare riguardo all’ elefantiaca burocrazia distillata, nel suo lento inesorabile accumulo di faldoni,  in scrivanie e armadi sgangherati e polverosi.

 Qui esce prepotente l’oggi, incardinato e filtrato dalle  tradizionali tecniche e materiali.

Ironiche e imperdibili le migliaia di miniature in compulsiva conversazione, a raccontarsi e a raccontarci sogni e delusioni; la gigantesca scultura di bastoncini d’incenso in precario profumato effimero equilibrio; il libro che bolle, ma anche la città capovolta, nella quale entrare per provare il brivido dello scomposto inurbamento; i contenitori di alluminio, dentro ciascuno dei quali video  raccontano storie di ordinaria fatica.

Sulla parete di fronte,  in polemico sfacciato contrasto,  la serialità di eleganti utensili in acciaio che, nel loro ordine maniacale  ripetitivo  non utilizzato, raccontano uno stridente spersonalizzato benessere di stampo holiwoodiano.

Un mix umbro-indiano di visionaria grazia è poi la ricostruzione di una porzione di basilica in disfacimento con fioritura di muffe  italiane e  di video  indiani.: attraversarlo per riflettere su incroci emozionali.

Inutile dire quanto lo spazio museale del MAXXI, già  di sè metafora del movimento, si presti a rafforzare la suggestione del viaggio che la mostra propone, anche giocando con la musicalità di sensori qua e là predisposti in effimera casualità.