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La donna Donna Summer Se ne va in un momento in cui, per sinistro contrappasso dantesco,  viviamo il totale ribaltamento delle magnifiche sorti e progressive, di quel mondo di cui era stata scintillante icona. Ripensare...

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Porta un libro in piazza : flash mob freezing style...     Mentre con la pazienza dei sassi ascoltiamo le pessime nuove relative al default prossimo venturo e ci avviciniamo alla tragedia greca, ecco un' inusuale occasione per andare in piazza...

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Voler Bene all’Italia 2012: piccoli comuni in festa... Forte di numerosi consensi e della convinta adesione di Giorgio Napolitano, il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza rilancia, con Voler Bene all’Italia, l'ambizioso progetto di portare...

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Eccesso d’anima: malattia incurabile. Parola di Idolo... In questo tempo sadico di conti che non tornano, leggo autorevoli recensioni a proposito dell' opera prima di Idolo Hoxhvogli " Introduzione al mondo", Scepsi & Mattana, Cagliari. Il giovane...

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Se l'astronave di Amazon, Nokia e Trekstor sbarca al...   E' tutto un fiorire di ebooks sui rami del 25° Salone del Libro di Torino di quest'anno. Mentre va in scena il pagliaccismo parapolitico, con copioni da cabaret, di questa sventurata...

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Mario Testino Todo o Nada – Palazzo Ruspoli, Roma ( prorogata al 22 Gennaio 2012)

Category : Mostre

Aiuta aver letto il Galimberti de I miti del nostro tempo, e anche un pò di Roland Barthes, e Sartre ( là dove annota che l’indumento produce la persona), prima di mettersi sotto lo sguardo indolente e insolente di Natalia Vodianova and company.

Aiuta anche, e non poco, aver col tempo, raggranellato un pò di autostima ( poca) e molta autoironia (quanto basta).

Comunque  le Strabelle, ospitate nello scenario sontuoso di palazzo Ruspoli, ritratte dal giustamente celebratissimo mago Testino, giovanissime truccatissime,  addirittura ritoccate al photoshop, appaiono blindate nella loro dimensione di irraggiungibili icone, talmente lontane dalla quotidianità da non suscitar fremiti, neanche quando rappresentate nella loro trionfante nudità.

Todo o Nada, vestite con quanto di più teatrale mente umana possa concepire, o svestite, colte in improbabile intimità, scandagliata da mezzi fotografici analogici e tecnologia digitale, i corpi delle Strabelle appaiono come oggetti, aliene nella loro bellezza perfetta ma stereotipata, manichini  allestiti pour épater les bourgeois.

Esattamente il contrario di quanto accade quando capita (capita! ) di incontrarle spettinate, dimesse, a pranzo in un pub con i loro bambini, come Natalia Vodianova, allora sì, sfolgoranti  nella loro straordinaria umanissima bellezza senza manipolazioni e/o teatralizzazioni.

 

 

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Bertrand Goy présente Un Marsouin au Congo – Pierre de Taillac . Paris 2011

Category : Documento

 

Affidato al volano della fotografia di copertina, le lieutenant Clément torna tra noi con la sconvolgente testimonianza, relativa alla colonizzazione del Congo, affidata ad un suo manoscritto ritrovato negli anni ’80 e pubblicato per la collana Les Voix Oubliées, ed. Pierre de Taillac.

Sarebbe rimasto uno dei tanti anonimi protagonisti del ” secolo breve” se Bertrand Goy,  attento e profondo conoscitore dell’arte e della storia africana, non lo avesse riproposto, con questo testo, all’attenzione del pubblico, sottraendolo al sottosuolo e all’ombra.

Con la precisione e l’asciuttezza dei Commentarii de Bello Gallico e con qualche efferatezza in più, Lieutenant Clément ci immerge nella fascinosa terribile vastità du bassin de la Sangha del 1902, ove gli tocca, per un’ imperscrutabile decisione della gerarchia militare, ( così ben rappresentata da Buzzati nel Il Deserto dei Tartari), assumere un ruolo di primo piano, che lo strappa alla modestia delle sue competenze di sous-lieutenant e gli impone responsabilità onerose e dolorose.

Non che le condizioni di violenza e complessità con cui avvenne la colonizzazione fossero sconosciute ( valga per tutti Voyage au Congo 1925 di A. Gide), ma la voce di un protagonista, riproposta nell’attuale momento di fortissima tensione politica in Africa, riveste un  particolare valore  e induce a guardare con rinnovata attenzione/preoccupazione allo scenario internazionale.

Fernand Clément,” officier oublié, sans visage ni sépulture”, dietro l’asciuttezza del racconto, non nasconde la vulnerabilità dell’ orgoglio disilluso,  lo stupore dinnanzi alla grandiosa spettacolare bellezza ma anche drammatica arretratezza africana, l’alto quoziente emotivo di fronte a scelte operate con scellerata leggerezza, insipienza e atrocità da militari e corrotti affaristi.

Goy con la competente precisione dello storico traccia un agevole quadro introduttivo, che consente al lettore di seguire la vicenda della colonizzazione africana lontano dagli ingannevoli teatrini che la politica e la cronaca abitualmente e colpevolmente propongono .

Bijan Zarmandili, I demoni del deserto. Nottetempo

Category : Letteratura

 

Innumerevoli e contraddittorie sono le sorti cui ci espone imperscrutabile Κρόνος.

Ma se a muover la quotidianità, in un certo giorno del novembre del 2006, ci si mette il Bad-e-Margh, che si abbatte apocalitticamente sulla città di Bam, allora tutto si azzera e non resta che mettersi in viaggio a piedi e a mani nude verso un altrove migliore.

E’ ciò che Kαιρός  impone a Agha Soltani e a sua nipote  Hakimè, unici superstiti della loro famiglia, in doloroso esodo,” insieme e separati”, da Bam sconvolta dalla catastrofe.

Bijan Zarmandili  possiede la sottile arte di raccontare drammatiche realtà e saper avviare  nel lettore riflessioni partecipate, che spingono ad indagare oltre la storia, collocata tra atemporali mitici Jinn e contemporanei scellerati mercanti di donne, armi, droga.

Proprio come il suo conterraneo Asghar Farhadi, che, con  A Separation, partendo dalla banalità di una crisi matrimoniale, ci ha fatto entrare nel vivo della società iraniana così ancorata ad intoccabili paradigmi culturali eppur in tumultuoso movimento.

Verrebbe da parlare di Iranian Touch.

Anche per l’avvio così cinematografico, con  il campo lungo iniziale sui due esuli ripresi on the road, nel loro abbigliamento forzosamente dimesso e sciatto.

Un flash di forte impatto visivo quel vestitino blu a piccoli fiori rossi e gialli che spunta da un troppo corto cappotto …..Neoneorealismo.

La storia è animata da una forte malinconia per quel che poteva essere  la vita del Protagonista, sia nel pubblico che nel privato, e che non è stato.

Per egoismo, leggerezza, convenzioni.

Il settantenne intellettuale di cultura profonda ma di solitudine estrema, ingabbiato negli schemi culturali e sociali del suo Paese, praticati più per convenzione  che per convinzione, si interroga con lucida autocritica.

Bijan Zarmandili riesce a tessere in maniera armoniosa temi contrastanti, la riflessione e la provocazione sull’ambiente e sulla storia dell’ambiente, che la sua professione di giornalista, oltre che le sue radici, così bene gli fan conoscere.

Belle le pagine sul destino della donna iraniana, che già aveva appassionato lo Scrittore in La grande casa di Monirrieh.

Affascinanti  le vibrazioni lessicali che risuonano nel libro ( zagh, jenni, nanajib, kafar, zanghi……….)

Intriganti le riflessioni sulla vecchiaia.

Amaramente divertenti le considerazioni sul ruolo dell’ Insegnante.

 

 

 

 

 

 

 

Charming Piggy!!!

Category : Attualità

 

Se avete dato una gioiosa impronta materialistica alle vostre vacanze natalizie, date un’occhiata all’ hilarious Guide to Life by Miss Piggy per convivere allegramente con il vostro nuovo curvy look.

Ps.:

Comunque…. non mangiate più di quanto potete sollevare…

Giorgio Bocca, l’Antitaliano

Category : Attualità

 

 ”Grazie no.

7 idee che non dobbiamo più accettare”.

 Questo il titolo del suo ultimo libro che uscirà l’11 Gennaio per Feltrinelli.

Stesso stile stesso rigore.

Inimitabile.

Ristorante dei Laghi: grand tour dei Castelli con gustosa pausa pranzo.

Category : Indirizzi

 

 

Arrivando a Grottaferrata l’aria si fa più limpida, l’orizzonte più vasto, l’atmosfera più rilassata e tutto invita ai piaceri della tavola.

Una sosta al Ristorante dei Laghi, nel Parco dei Castelli Romani, alle pendici del Monte Cavo, di fronte al lago di Nemi e di Albano, rappresenta una deliziosa imperdibile sosta.

All’ombra di maestosi alberi, splendidamente soleggiata, la Villa Parisiana, che ospita il Ristorante risale al 1932 e, rispettata e reinventata, ha conservato il fascino e il calore dell ‘antica struttura.

Gradevolissima l’accoglienza affidata alla straordinaria cordialità di Andrea, impeccabile padrone di casa.

Elegante e sobria la tavola, gustoso il cibo, attento il servizio, charmant l’ atmosfera, scaldata da un grande camino.

Insomma un luogo da non perdere per una piacevole rilassante sosta a sottolineare il trionfo dell ‘otium contra negotium, innaffiato da un generoso Rosso della Casa.

http://www.ristorantedeilaghiroma.com/

Wishing all of you a very Merry Christmas!

Category : Evento

24 December 2011: riciclare nel segno della pace e della speranza…..Fabrica docet

Category : Evento

FROM COLORS, WITH LOVE

COLORS magazine gives UNHATE DOVE to the city of Tripoli as a sign of peace and hope. The large, dove-shaped sculpture is covered in over 22,000 spent cartridges picked up in the world’s “hot spots”. The art installation will be officially donated to Tripoli on Saturday 24 December 2011, Independence Day, which the Libyan people are celebrating again for the first time in 42 years.

http://unhate.benetton.com/unhate-dove/

En attendant le 2012…perchè non sostenere EQUIVITA???

Category : Indirizzi

 

 

Il Comitato Scientifico Antivivisezionista EQUIVITA svolge da oltre 10 anni un’ importante campagna di sensibilizzazione sui temi cruciali della sperimentazione animale e  l’uso improprio delle modifiche genetiche.

In così periglioso malmostoso frangente facciamo circolare energia positiva e (ri)lanciamo messaggi  di solidale umana convivenza .

Chi fosse interessato a sostenere questi concetti può farlo acquistando ( 25 euro)  le belle stampe di Fulco Pratesi.

 

http://www.equivita.it/index.php/it/comesostenerci/2-non-categorizzato/49-stampefulco

http://www.equivita.it/index.php/it/

Countdown to Christmas

1

Category : Evento

 

 

 

Auguri a tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii.

Le Idi di Marzo di e con George Clooney. Lo sconcerto nella Polis

Category : Cinema


Non che il pubblico italiano possa legittimamente nutrire qualche fondato dubbio sul cinismo della classe politica in generale e più in particolare sulla propria, però il fatto che Le Idi di Marzo sia liberamente tratto dal dramma teatrale Farragut North firmato da Beau Willimon, come dire uno con le mani in pasta, un addetto ai lavori in quanto ex aiutante di Hillary Clinton, getta un’ ulteriore luce di inquietante veridicità sul trhiller.

Non meno confortante, a riflettere sul valore e significato dell’ ETICA,  il fatto risaputo che Clooney sia stato attivista democratico nel 2008 per Obama e, proprio in coincidenza con quella elezione, avesse sospeso il progetto già in corso di questo film.

Un fantastico Ryan Gosling ci conduce, con la sua vincente spregiudicatezza e tempestiva abilità intuitiva, nel girone infernale finale della campagna elettorale alle primarie democratiche per l’ Ohio, decisive  per l’elezione a presidente degli Stati Uniti.

Il giovane Stephen Meyers lavora come spin doctor, con convinto entusiasmo e cinismo inarrivabile, per il governatore Morris, faccia pulita, programma ambientalista, dichiaratamente ateo, illuminate dichiarazioni  contro la guerra e la pena di morte.

Quanto di facciata lo scoprirà a sue spese.

Grande cast, ( Giamatti, Hoffman ), a giocarsi una sceneggiatura convincente e stringente.

 

 

 

Book Crossing davanti al Teatro Ambra Jovinelli. Giornata di Occupazione Culturale 18.11.2011

Category : Evento

 

 

Abbracciamo la cultura propone una divertente liberatoria risparmiosa iniziativa di book crossing davanti al Teatro Ambra Jovinelli .

Per disfarsi senza patemi d’animo di quel libro che non hai mai finito di leggere, ti ha regalato un cretino, non avresti mai dovuto comprare.

Ma anche per trovare quello che non è più in ristampa, curiosare nelle letture degli altri, cader consapevole vittima degli scarti altrui.

Ci piace così.

http://www.abbracciamolacultura.it/appuntamenti/details/55-visite-guidate-gratuite-nella-zona-di-porta-maggiore-e-santa-croce.html

Costume Jewellery Pascal Collection Winter 2011

Category : Attualità

So chic and choc!

Zingara e shopper instancabile, la bella Pascal assembla le sue trouvailles con inesauribile creatività e sfata il contemporaneo assioma che solo ricco è bello.

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Le sue pietre e conchiglie provenienti dalle spiagge africane, dai mercati asiatici, dai negozietti americani si mescolano a creare  incantevoli effetti esotici.

Vero trionfo del gioiello democratico.

Solo a Londra e Parigi….per ora.

 

 

 

 

 

Netta Vespignani inaugura Lo Scultore e la Terra. Artisti e Ricerche 1920 – 2011

Category : Mostre

Negli splendidi spazi dell’Archivio della Scuola Romana di via del Babuino e della Galleria Emmeotto di via Margutta, i curatori, Netta Vespignani, statuaria e lunare, e Flaminio Gualdoni, hanno raccolto uno straordinario pool di grandi firme e forme del ’900, a testimoniare la leggendaria valenza dell’arte della ceramica.

Assolutamente impossibile sottrarsi al fascino delle opere esposte, che, con plastica inimitabile forza, raccontano l’antica sensuale manipolazione della Materia Terra.

Eccellenti le presenze.

A caso e con colpevole incompletezza, citiamo Duilio Cambellotti, Arturo Martini, Pietro Melandri, Salvatore Meli, Leoncillo, Fausto Melotti, Lucio Fontana, Sebastian Matta.

Ma anche Nanni Valentini, Carlo Zauli, Nedda Guidi, Nino Caruso, Pino Castagna, Alessio Tasca, Pompeo, Massimo Luccioli, Cristina Carlini.

Tutti e tutto nel Catalogo, elegante ed accurato nella sua colta essenzialità.

Negli storici spazi di via del Babuino ci accoglie, con competente sicurezza ed allure alla Audrey, l’organizzatrice Francesca Eusebi Maxia.

Galleria Emmeotto

Via Margutta, 8 – 00187 Roma
tel + 39.06.3216540
fax + 39.06.3217155
info@emmeotto.net

Archivio di scuola Romana
Via del Babuino, 89
00187 Roma
tel. (06) 3207724-3207725
fax (06) 32320610
info@scuolaromana.it

Pop-illuminazione a via del Corso per i 150 anni di Roma Capitale

Category : Anniversario

 

Deposta la sciabola dell’austerità, per la tregua natalizia, via del Corso si imbandiera di luci ad alto tasso patriottico.

Sotto un fascio luminoso tricolore si esorcizza l’emergenza con spettacolare luminaria che riveste la storica strada da Piazza del Popolo a piazza Venezia.

Facciamo voti che l’orgoglio nazionale non si spenga a fine festa.

 

Barbara Alberti alla FACOLTA’ DI SCIENZE DELLA FELICITÀ

Category : Attualità

UNIVERSITÀ DI ARISTAN – FACOLTA’ DI SCIENZE DELLA FELICITÀ “Corso di laurea in Teoria e Tecniche di Salvezza dell’Umanità”

 

Abbandonerà Finisterre, ogni tanto, quella diavolessa di Barbara Alberti per andar ad insegnare Felicità in Sardegna.

Su iniziativa  del regista Filippo Martinez, inesauribile creativo, reduce dal corso troppo poco seguito sulla Prevenzione dell’ Idiozia, uno straordinario gruppo di docenti affronterà irresistibili tematiche con l’ambizioso programma di “salvare l’umanità”.

Citiamo a caso: “Protesi emozionali. Per amputazioni affettive”di Gianluca Nicoletti, “Elogio dell’odio” a cura di Michela Murgia, “Divertentismo. Per purificare il senso di colpa”,  “Metamamorfosi. Per capire tutto il resto” di Benito Urgu.

Ed ancora: Giulio Giorello inaspettatamente impegnato su Tex Willer.

Ma anche: Infantologia, Adescamento,  Ars amatoria, Leggerezza, Regalità,  e persino Francocicciologia….

K vuol dire??!! Lo scopriremo solo ridendo.

A fronte di tante fabbriche degli asini, che con veloci TestKazz, rilasciano legalissimi titoli di studio, questa Facoltà nascente, assolutamente illegale, pare proprio coinvolgente.

Anzi no, travolgente .

 

 

 

ARISTAN: LA LAUREA ILLEGALE PIÙ STRAORDINARIA DEL PIANETA

Category : Attualità

 

Vedi:

https://sites.google.com/site/uniaristan/

Almanya – La mia famiglia va in Germania di Yasemin e Nesrin Samdereli

Category : Cinema

 

 

Giovani intelligenti brave belle… turche: Yasemin e Nesrin Samdereli, ” le sorelle Coen della Turchia” come sono state ribattezzate, dopo il successo del loro film al Festival di Berlino.

Turche ormai di terza generazione, nate a Dortmund-Germania, hanno messo in scena la storia della loro famiglia, che, come migliaia di tante altre, dopo l’accordo del 1961 tra Germania e  Turchia, si spostò a lavorare  in Almanya in pieno boom economico.

Attingendo a piene mani ad una ricca anedottica familiare, che già aveva divertito amici e conoscenti, con il lusso della leggerezza, le Samdereli si lanciano in una spericolata incursione nei più vieti reciproci pregiudizi razziali e ne mettono a nudo l’inconsistenza.

Il film è un invito a sbullonare il cervello dalle remore concettuali che ostacolano un sano relativismo culturale.

A tratti divertente a tratti commovente, mai sopra le righe, anche quando tratta problemi religiosi legati all’inquietante immagine del Cristo crocifisso.

Attraverso gli occhi del piccolo Cek, il film ci racconta, con l’ inincessante uso del flashback, il lungo processo di integrazione di Hüseyin, dal suo arrivo in Germania come milionesimoeuno emigrante in Germania sino  all’invito della Merkel in persona per celebrare l’anniversario dell’evento.

L’ottenimento del passaporto non cancella  l’ineludibile nostalgia per il proprio Paese del capofamiglia, nè tantomeno risolve i dubbi sulla propria identità del nipotino Cek, scartato nella partita di pallone dai tedeschi perchè turco e dai turchi perchè tedesco.

In apertura e chiusura del film, frammenti del documentario con la dichiarazione di Franz Bruno Frisch: ” Volevamo braccia, sono arrivati uomini”. a non far perdere di vista lo spessore del problema di ieri e di oggi.

Insomma proprio una bella occasione quest’ opera prima delle sorelle Samdereli per innescare processi virtuosi di ben-essere.

 http://www.youtube.com/watch?v=YgHLkd0KEK0

 

Le nevi del Kilimangiaro 2011 di Robert Guédiguian

Category : Cinema

 

Il titolo non inganni, niente in comune con il film del 1952.

Si vuole invece evocare una vacanza esotica regalata rubata ritrovata rifiutata.

Sarà che di Jean-Pierre Darroussin/ Michel non se ne vedono molti in giro, neanche in questa ora estrema del tracollo della Patria, ma questo sindacalista con il vizio dell’onestà, che arriva a farsi licenziare in nome della giustizia, non regge e si presta fin troppo facilmente al sorriso, non sulle tematiche che affronta ma sulle soluzioni che propone.

Tratto dalla novella “Les pauvres gens” di Victor Hugo ( ah! ecco!!! ),  il film conferma  la discesa in picchiata nell’horror della new economy ove i contemporanei “miserabili”, epigoni di Jean Valejan, appaiono dei David senza neanche la fionda.

Guédiguian si lancia, sia pure con tocco leggero, in un affresco di nuove miserie e schiavitù, che i suoi personaggi affrontano con la forza di valori per la verità molto in ribasso nell’odierna  borsa antropologica, ma, a suo dire, fiorenti nel mondo operaio e sindacale : perdono e solidarietà.

La coppia protagonista, alla ricerca dell’equità sociale, in una solare Marsiglia, ingaggia una bella lotta a chi porge di più l’altra guancia: finiscono derubati picchiati umiliati.

Persino disoccupati, ma felici in nome della loro coerenza morale.

Jean-Pierre Darroussin  e la sua fin troppo paziente moglie vivono sulla pelle il contrasto tra l’egoismo borghese dilagante anche nel loro microcosmo e la speranza di un mondo più giusto, sotto gli occhi disincantati di un moderno alquanto tollerante Janvier.

Il film, superato un veramente noiosissimo inizio, affastella mille problematiche  e culmina con l’autocritica finale del sindacalista imborghesito supergarantito rispetto alle nuove generazioni, cui decide di perdonare anche l’imperdonabile.

Si segnala che Jean-Pierre Darroussin, nei panni di un lustrascarpe, si sta contemporaneamente prodigando sugli schermi, in Miracolo a Le Havre, a far passare la Manica al piccolo Idrissa, immigrato clandestino africano.

E’ l’ora, è l’ora, i buoni son tornati!

http://cinema-tv.corriere.it/film/le-nevi-del-kilimangiaro/07_17_01.shtml

Midnight in Paris di Woody Allen

Category : Cinema

 

Ha abbondanti motivi per non perdere troppo tempo a riflettere la bella americana Inez, protagonista del film: genitori accondiscendenti e straricchi, vacanza free a Parigi per shopping  prematrimoniale, fidanzato di belle speranze e ancor più di bell’aspetto.

Ma, davanti ad un lago con ninfee che fa il verso a Monet, immediatamente e lucidamente inquadra lo stato mentale del focoso Gil/Owen Wilson, succube di letteraria mitologia,  e con felice certezza, così lo cataloga:  ”Innamorato di un sogno”.

Non è infatti un tumore al cervello quello che fa vivere a  Gil e agli spettatori una divertentissima allucinazione, che consente di entrare nella casa e nelle grazie di Gertrude Stein, ascoltare dal vivo Cole Porter, innamorarsi della donna di Picasso, seguire le affabulazioni di Ernest Hemingway, cogliere le conversazioni tra Renoir e Matisse, i tic di Salvador Dalì, il fascino decadente dei Fitzgerald, suggerire temi a Luis Bunuel ancora in cerca d’ ispirazione , scambiar imperdibili battute con i Surrealisti, perdersi bulinicamente, come un topo nel formaggio, nella iconica Parigi degli anni ’20. 

Se per Cenerentola i rintocchi della mezzanotte mettono fine alla favola, per Gil è il contrario: complici robuste bevute e insofferenza per l’invadente milieu della fidanzata, è proprio allora che tutto comincia.

Non una zucca ma una spettacolare macchina d’epoca trasporterà Gil nella leggendaria Parigi letteraria da lui sognata e cercata. 

Dietro la favola i temi cari al Regista: la riflessione sul valore del tempo, la soggettività delle sensazioni, la suggestione dei miti culturali, la sorprendente (ri)scoperta di sè stessi e la sfuggente indefinibile dimensione della felicità.

Alla fine del giro è dimostrato che ” le illusioni fanno meglio delle medicine”, parola di Allen, e, grazie allo strepitoso genius loci per nulla cartolinesco, Gil si sbarazzerà della indisponente fidanzata, ( anche in odore di tradimento, come gli suggerisce Hemingway !!!), dei suoceri conservatori e snob, e incontrerà un’ irresistibile Marion Cotillard con cui continuare a fare l’americano a Parigi.

Ps.:

Divertente anche lo scambio di battute sotto la statua di Rodin con una Carla Bruni, che, nonostante la sobrietà della prestazione nei panni di guida turistica,  rimane sempre Carla Bruni e  scatena le insofferenze dei più e persino il sospetto di un Allen marchettaro per…… la Proloco della Ville Lumiere…tanto per continuare nel divertimento.

http://www.youtube.com/watch?v=2nr3oB2bb-4