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Milena Agus, una che scrive ad alto coefficiente brioso, presenta Sottosopra

Category : Evento

 

Mercoledí 1 febbraio – Roma – ore 18:00
insieme all’autrice intervengono: Barbara Alberti e Marino Sinibaldi
letture di Iaia Forte
Libreria Feltrinelli, Piazza Colonna 31/35, Roma

Non fosse che  il suo primo romanzo, Mentre dorme il pescecane (Nottetempo, 2005), ha avuto due ristampe in pochi mesi, non fosse che il suo Mal di pietre (Nottetempo, 2007),  è stato tradotto in cinque lingue, con scene di nevrotico accapparramento in  Francia, non fosse che è stato finalista allo Strega e al Campiello, spacchetteresti con pacatezza il suo ultimo libro Sottosopra.

Se la incontri, la Agus, nelle pagine dei suoi libri e/o in qualche festival di Cultura Popolare,  tipo “Cuncambias” a S. Sperate, Sardegna, Italia, ti devi stropicciare gli occhi tanto il personaggio è sorprendentemente immediato. Sottosopra.

Sempre in bilico sulla sedia ad abbassare l’orlo della gonna, in equilibrio instabile tra la naturale ritrosia e la travolgente spontaneità, ha un effetto ipnotico sulla platea. Sembra un fumetto.

Un’ Amélie che costruisce il suo favoloso domestico mondo lontano da Montmartre, tra i culus sfustus del quartiere Marina di Cagliari e, forte del portentoso talento di mescolare fantasia e realtà, si dedica con puntigliosa creatività a metter sottosopra il mondo che la circonda, nella fattispecie un condominio, scenario cocoon che già aveva scelto per La contessa di ricotta.

Portandosi stretto il Talmud dei suoi principi non negoziabili, la Agus aggiunge un bel capitolo alla cosiddetta letteratura-condominiale, che, a cominciare da Perec, ci ha spinto ad addentrarci nella non impossibile pratica dell’integrazione del diverso, che è accanto e dentro di noi.

 

Ma…….. che gli ha fatto la mamma, a Zecchi ???

Category : Discussioni

Strappato al salottierismo televisivo, per la presentazione alla biblioteca Rispoli, del suo romanzo storico-familiare  ”Quando ci batteva forte il cuore”, finalista al Pre.mio Biblioteche Roma 2012, il prof. Zecchi si è speso nell’esercizio manierista del buonismo paterno e, forte della sua recente esperienza di padre, ha dato il via ad una strisciante rottamazione del ruolo materno.

Trascinati i presenti su questa (de)riva dalla sua accademica prolusione,  del libro poco si è parlato, per teorizzare sui ruoli genitoriali.

Peccato perchè il libro è valido, utilizza toni non urlati e scarta stereotipi ingombranti, nonostante l’alto coinvolgimento emozionale.

A parte Nives. La madre, appunto.

Lei sembra uscita dalla Scuola di mistica fascista, come Maria Pasquinelli, famosa per aver ucciso,  nel ’47,  il comandante della guarnigione inglese di Pola.

Mi chiedo, oltre all’essere entrambe insegnanti, quanto l’una sia intervenuta nella costruzione dell’ altra.

Questo avrei avuto curiosità di chiedere a Zecchi, se non si fosse infervorato nell’appassionata rivendicazione sessista.

http://www.criticipercaso.it/2011/09/05/quando-ci-batteva-forte-il-cuore-stefano-zecchi-2/

Manuel Guffanti Senza Veli – Home Gallery wo-ma’n. La Galleria? In soggiorno!

Category : Mostre

Sabato 4 Febbraio – Sabato 3 Marzo 2012 Inaugurazione: Sabato 4 Febbraio dalle ore 18 Preview stampa: Sabato 4 Febbraio alle ore 17,30 Home Gallery wo-ma’n 7° piano – Via Pietro Ruga 24, Roma (zona Pigneto) Per visitare la mostra: citofonare int. 19 oppure chiamare Marta: 3289292135 o Wolfango: 3396111009 Sito: www.flatinexpo.org Facebook: wo-ma’n Email: press@flatinexpo.org

Non occorre essere Paul Johnson, direttore della Johnson Trading Gallery di New York, e disporre, come lui, di un  loft di 400 metri quadrati nel Lower East Side, devono aver pensato Auronda Scalera, Marta Rossato e Wolfango De Spirito, nel trasformare 60 metri quadrati al Pigneto, (enclose di idee innovative e creatività), in una Home-gallery, audace esperimento  marinettiano per portar l’arte in cucina e dintorni.

La scommessa della Home- Gallery è smitizzare il concetto paludato di galleria, ampliando orari, fomentando irrituali scambi di idee, inaugurando nuove convivialità, sdoganando artisti di anarchica creatività e, non da ultimo, togliere le mani dalle tasche degli artisti emergenti.

Questa volta ” ai fornelli ” Guffanti, fotografo artigiano inventore della BIG ONE, diavoleria ottica postmoderna, che sembra uscita dal laboratorio di Archimede Pitagorico, ma ha convinto Officine Fotografiche ed è in grado di riprodurre l’immagine in copia unica, evitando il passaggio classico negativo-stampa.

Che significa sorpassare la vexata quaestio della riproducibilità commerciale dell’immagine.

Gulp!!!

 

 

Tina Modotti: un nuovo intrigantissimo sguardo

Category : Mostre

 

 

Dal 1 febbraio all’11 marzo 2012

Sala Esposizioni dell’Instituto Cervantes di Roma (Piazza Navona, 91)
Vernissage 1 febbraio alle 19.00
con gli interventi di Pino Cacucci, Franco Del Zotto
Miguel Ruiz-Cabañas Izquierdo – Ambasciatore del Messico in Italia
e la proiezione del documentario di Laura Martínez Diaz
Tinissima. Il dogma e la passione
www.roma.cervantes.es

 

The Help :” We ” have a dream

Category : Cinema

Era dai tempi di Via col Vento che le mamies aspettavano un risarcimento cinematografico.

Ci voleva l’adattamento al grande schermo dell’opera d’esordio, best seller 2009, dell’americana Kathryn Stockett.

Ci voleva soprattutto un cast d’eccezione , candidato a numerosi Oscar, capace di restituire autenticità agli usi ed abusi di una società razzista.

Eugenia Skeeter Phelan, wasp atipica, plurilaureata, colpevolmente in cerca di  lavoro piuttosto  che di  marito, niente testa cotonata, vuole scrivere di “cose che la disturbano”. Questo diventa il suo mantra.

Allevata come tutte le sue coetanee da una tata di colore, che la ha accudita educata rafforzata nell’autostima, insofferente degli usi ed abusi del suo ambiente, vuole diventare una scrittrice e niente può costringerla al voto del silenzio davanti a calunnie grandiose, decisioni ingiuriose, prevaricazioni medioevali, su cui peraltro si stavano applicando Martin Luther King e John Kennedy, poco popolari per la verità, nello stato del Mississippi.

Nel Sud inchiodato ai suoi ritardi dalla segregazionista legge  Jim Crow, la cura dei bambini e dei vecchi era totalmente delegata alle donne di colore, cui, con una contraddizione frutto di sfrenato razzismo e imbecillità, non si concedeva nemmeno l’uso comune del bagno, per non parlar dei bus, o anche solo di un pò di sensibilità.

C’è chi ha la pelle nera, c’è chi ha l’anima nera.

Uno straordinario gruppo di donne, ( interpretato da Emma Stone,Viola Davis, Bryce Dallas Howard, Octavia Spencer, Jessica Chastain), lo documenta, lo pubblica, facendosi carico di smascherare i grands recits di provincia, in nome di una solidarietà e di uno spirito innovativo tutto al femminile.

In questo emule di  Claudette Calvin e Rosa Parks, che  già  nel 1955, in Alabama, in assenza di reazioni maschili,  avevano suscitato il durissimo intervento della polizia per non aver ceduto il posto sull’autobus ai bianchi.

Il film si svolge nell’imminenza della promulgazione dei Civil Rights Act 1964, ma nel profondo Sud imperversa il Ku Klux Klan, i Black Panthers non arrivano e i televisori vengono drasticamente spenti quando si parla di innovazioni.

Il film di Tate Taylor ha un approccio lieve a contenuti poderosi, è giocato sul filo dell’ironia e su battute memorabili, che riscattano il tono a volte didascalico e un pò noiosetto dell’ insieme.

Suggeriscono riflessioni su situazioni di attuale sfruttamento e immotivata emarginazione.

Ma soprattutto esaltano il valore della scrittura come fatto sociale.

 http://www.youtube.com/watch?v=52UYjEs72tw

 

The Iron Lady : dietro ogni grande donna c’è un uomo paziente?

Category : Cinema

Tale è sicuramente Denis Thatcher che, folgorato da subito dalle di lei ferree certezze, le fornirà un cognome accettabile per l’ascesa politica e un totale sostegno affettuoso e di lunga tenuta per la realizzazione delle sue bulimiche aspirazioni politiche.

Anche due gemelli, tanto amati quanto trascurati, in nome dell’aborrito modello “comfort women”, da cui Maggie prende le distanze nell’inflessibile diktat prematrimoniale.

Phyllida Lloyd è affascinata dalla figlia del droghiere Roberts, vestale del fare che diventa Primo Ministro Inglese, imponendo il mito dell’efficienza, della semplicità e semplificazione, dell’ottimismo a tutti i costi esternato nella sequenza monotonica dei suoi discorsi, nell’ imperturbabilità del volto di chi coltiva il mito della propria infallibilità, a danno dei principi di pace, giustizia, verità, convivenza.

Purtroppo la scelta di rievocare la storia dell’ex Primo Ministro a partire dall’oggi, che la vede inerme ottantenne nel feroce declino della sua vita, preda della nemesi che offusca una delle menti più lucide degli anni ’80-’90, pur non mancando di qualche suggestione, risulta faticosa e decontestualizzante per lo spettatore, rispetto alla possibilità di ricostruire un quadro d’insieme.

La Londra sconvolta dalle contestazioni, gli scioperi nelle miniere, gli attentati in tutto il Regno, le contestazioni alla Poll Tax, ma anche la caduta del muro di Berlino , la nascita dell’euro…, passano sullo schermo suscitando emozione in chi li ha vissuti, sia pure televisivamente, ma in assenza di qualsiasi riflessione e/o ripensamento della Baronessa Thatcher di Kesteven, ormai ombra di se stessa, in balia di ricordi, che la vedono  arrogantemente sicura solo di sè, incapace di cogliere i segni della catastrofe politica che la sommergerà, inutilmente intercettati e segnalati dal pazientissimo Denis.

Lei, Meryl Streep, è strepitosa, superba sia nei panni malinconici della donna anziana in preda ad un implacabile Alzheimer, che le offusca lo sguardo e la mente, sia nella resa dell’icona di fredda determinazione e shakespeariana dimensione, cui fornisce maschera di incrollabile ottimismo e marionettistico portamento, lungo gli interminabili corridoi e scaloni del Palazzo e delle capitali mondiali, che percorrerà per ben un decennio alla testa di yes men, sedotti a lungo dal suo narcisistico individualismo.

Colpisce la solitudine del personaggio, preda della sindrome del leader: mai un capello fuori posto, tailleur bon ton d’ordinanza (impari la Merkel), sorriso rassicurante da teologa dell’economia incurante della collettività, eterne perle al collo, anche quando serafica, al suo ingresso in Down Street, cita S.Francesco:

 Dove c’è discordia, che si possa portare armonia. Dove c’è errore, che si porti la verità. Dove c’è dubbio, si porti la fede. E dove c’è disperazione, che si possa portare la speranza.”

Lo ha fatto, a modo suo.

Senza ripensamenti.

http://www.guardian.co.uk/film/video/2011/jul/07/iron-lady-margaret-thatcher-trailer

 

 

 

 


Per non dimenticare “Non dimenticare, non odiare” di Eugenio Occorsio

Category : Evento

 


 

                                                                                                               

Il 25 gennaio 2012

alle ore 18.30

allo

SPAZIO 5 – Via Crescenzio 99d

 in collaborazione con Il Seme

Eugenio Occorsio e Pier Luigi Vigna

parleranno del libro

Non dimenticare, non odiare

Dalai editore

modera Roberto Ippolito

 

                                                                                                                         


 

 

 

L’energia e la vitalità di Filomena Campus a Londra al Jazz Club Soho

Category : Evento

Special Guests:
Cleveland Watkiss – vocals
Orphy Robinson – vibes, percussions, electronics
Rowland Sutherland – flute


After the international success of her album Jester of Jazz and sold out performances with jazz star Paolo Fresu as special guest in 2011, Filomena Campus is back at Pizza Express to presents for the first time in UK her new project Dúos with an incredible line up of UK jazz stars.

Dúos means ‘two’ in Sardinian language, representing Campus and Serci’s origin that has inspired them to explore Mediterranean atmospheres fused with jazz, theatrical moments and free improvisations with Campus’ long time collaborators and ex Jazz Warriors Orphy Robinson and Rowland Sutherland.

The second set is the world premiere by Filomena Campus and Cleveland Watkiss with their new VOCAL DUO. The project started in 2009 during a concert at the London Riverside Studios and it has now developed into a challenging and engaging vocal performance by two internationally renowned vocalists and improvisers.

February 9th 2012 8.30pmJazz Club Soho
 
 
 
 
Intense, breathtaking, outstanding free improvisation of these two Sardinian jazz stars, the trumpeter Paolo Fresu and the vocalist Filomena Campus – Feat. Jean Toussaint – Pizza Express Jazz Club – Soho London – 27 January 2011

L’intenso inimitabile esotismo di SALVATORE FIUME alla Edarcom – FREE dal 27 gennaio al 18 febbraio 2012

Category : Mostre

Edarcom Europa

Galleria d’Arte Contemporanea

Via Macedonia, 12  00179 Roma

http://www.edarcom.it/it/lagalleria

06 7802620

Omaggio nel quindicesimo anniversario della scomparsa 1997-2012

                                                             Opera grafica

                           inaugurazione venerdì 27 Gennaio 2012 ore 17,00

 

 

 

 

Tutto per bene – Pirandello – di e con Gabriele Lavia- Teatro Argentina Roma 8 Gennaio 10 Febbraio 2012

Category : Teatro

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 

 

 

Full immersion nel mondo pirandelliano  con questo spettacolo di Lavia.

E’ dal 1920 che Martino Lori irrita ed imbarazza, con la sua vicenda, comprimari sul palcoscenico e pubblico in sala.

Tutti sanno e il suo per-benismo è urticante.

Lavia è spietato e non lascia zone d’ombra attorno al livello di conoscenza della vicenda, che coinvolge in un drammatico triangolo il suo personaggio.

Il sipario, infatti, si apre proprio sulla scena inequivocabile che, molti anni prima, si era svolta al capezzale della moglie morta.

Con la suggestiva performance della ballerina Alessandra Cristiani, viene rievocata la veglia funebre, che sui reali rapporti intercorsi tra il Senatore Manfroni e la moglie del Protagonista, non lascia dubbi a nessuno.

A nessuno, tranne che a  lui, Martino Lori.

Lui non vuole sapere, costi quel che costi.

Pallina impazzita, per 16 anni  rimbalzerà tra apparenza e realtà, mettendo in gioco la sua dignità di padre, marito, amico, consigliere.

Immerso nella sua verità, trascinerà in patetici rituali, sotto il dichiarato disprezzo di tutti, la sua esistenza.

Lavia, in vesti di grisaglia a sfidare il lusso di allucinata formalità dei suoi partners e in atteggiamenti di umile corporeità a contrastare il loro scattante marionettismo, dà corpo e voce  ad un indimenticabile Loiri che, da immorale equivoca maschera di meschinità e bieco opportunismo, diventa, faticosamente quanto tardivamente, struggente vittima di istituzioni, valori,  convenzioni, di cui si è fatto lui stesso ingranaggio sacrificale.

La narrazione si svolge su diversi piani temporali che si intrecciano e si avvalgono di diverse tecniche, a conferma che il Teatro rimane il luogo deputato alla comunicazione ottimale dei contenuti.

Sulle esili ma ferree spalle di Lucia Lavia il peso di un dramma che, nel complesso, bene fronteggia, anche considerando l’occhio grifagno di chi la sa doppiamente, seppur incolpevolmente, privilegiata figlia d’arte.

Andrea Viotti firma il raffinatissimo strepitoso guardaroba delle attrici.

Enfatizzata l’atmosfera alto-borghese degli interni, di scostante ma perfetta eleganza, pensati da  Alessandro Camera. → Continue

Nanni Moretti, per la serie ITALIANICORAGGIOSITALENTUOSI, sarà presidente della giuria del Festival di Cannes (16 al 27 maggio)

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Category : Cinema

 

Ci piace!!!

“Lei è il più bravo.

Che condanna! Me lo dicono tutti!”  da Habemus Papam

Una ragione ci sarà!

Per citarne qualcuna:

indimenticabile custode di parole in Palombella rossa

” No…no…è l’espressione. Non è l’argomento, non è l’argomento, non è l’argomento…è l’espressione. Matrimonio a pezzi. Ma come parla…
Preferisce rapporto in crisi ? Ma è così kitch…
Kitch! Dove le andate a prendere queste espressioni, dove le andate a prendere…
Io non sono alle prime armi!
Alle prime armi…ma come parla?
Anche se il mio ambiente è molto cheap…
Il suo ambiente è molto…?
È molto cheap,
(schiaffeggiandola) Ma come parla?
Senta, ma lei è fuori di testa!
E due. Come parla! Come parla! Le parole sono importanti. Come parla!

http://www.youtube.com/watch?v=qtP3FWRo6Ow

 

ironico osservatore della società a partire da Ecce Bombo

” Senti, me n’ero dimenticato: che lavoro fai?
Be’, mi interesso di molte cose: cinema, teatro, fotografia, musica… Leggo…
E concretamente?
Non so cosa vuoi dire.
Come non sai? Cioè: che lavoro fai?
Nulla di preciso.
Be’, come campi?
Mah, te l’ho detto: giro, vedo gente, mi muovo, faccio delle cose.”

acuto testimone della scena politica ne Il Portaborse

“ Taci? Fai bene. Perché a voi la parola l’ha tolta la storia…”

splendido cantore della Sacher in Bianca

http://www.youtube.com/watch?v=KkZWKSjdASk

“Lei non faccia il tunnel!
Cosa?
Lei mi sta scavando sotto e mi toglie la panna. La castagna da sola, sopra, non ha senso. Il Montblanc non è come un cannolo alla siciliana, che c’è tutto dentro e come uno zaino lei se lo porta appresso per un mese e sta sicuro: il Montblanc si regge su un equilibrio delicato, non è come la Sacher Torte.
Cosa?
La Sacher Torte.
Cos’è?
Cioè… Lei, praticamente, non ha mai assaggiato la Sacher Torte?
No.
Va be’. Continuiamo così, facciamoci del male!”

…e  via filmando fino allo straordinario Habemus Papam

http://www.youtube.com/watch?v=aeO1Wnvv-1s .

 

 

 

 

Gianrico Carofiglio – La manomissione delle parole ed.Rizzoli

Category : Discussioni

 

Aperto su una piazza Navona malmostosa per l’umidità e il gelo di questo periglioso Gennaio, con lo spread che non molla, l’Instituto Cervantes ha accolto un numeroso cosmopolita pubblico desideroso di resettare il proprio vocabolario a vantaggio di funzionale etica chiarezza.

” Salga su quella nave, cazzo!” non a caso è diventato il tormentato tormentone che, nella  icastica immediatezza  dovuta ” alla feroce morsa del caso”, fa piazza pulita delle contorsioni linguistiche che inquinano la comunicazione e la vita sociale.

Carofiglio con la consueta elegante pacatezza e felice competenza ha ricordato le ragioni del suo saggio, pubblicato da Rizzoli nel 2010, e si è soffermato sulle 5 parole chiave del lessico civile attorno alle quali si sviluppano le sue osservazioni, con una serie di tanto colti quanto anarchici rimandi che vanno, tanto per dire, da Aristotele a Bob Marley.

Un bella spinta, anche divertente, ad aumentare il livello di consapevolezza linguistico e, si spera tanto, etico.

Non a caso, visto che le parole scelte sono : vergogna, giustizia, ribellione, bellezza, scelta .

Gli interventi dei presenti, colti ma per lo più prolissi, (anche  con simpatiche invocazioni all’ Accademia della Crusca !), hanno, se ce ne fosse bisogno, sottolineato l’urgenza della bonifica lessicale, prima di andarci ad inabissare sulle secche della sciatteria e/o manipolazione lessicale.

Inquietante icona di malessere, ci insegue, irrimediabilmente piegata su un fianco, Costa Concordia.

 

 

Federico Fellini : ma che orrendo doodle di Google per l’anniversario della sua nascita !!!

Category : Anniversario

Autoritratto dal Libro dei sogni, 20 giugno 1967

 

Il logo di Google, oggi sulla  home page, appare modificato per celebrare l’anniversario della nascita di Fellini: Rimini 20 Gennaio 1920.

Peccato che il buon  intento sia  sciupato da un’immagine in aperta disturbante dissonanza con il mondo onirico che il solo nome dell’amatissimo straordinario Autore evoca.

Inevitabile vederla, ma non mi va di riproporla.

Danda Santini scrive su ELLE ” Gentile ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero, in un anno molto è cambiato per noi

Category : Letteratura

Nel gennaio del 2011 presentavamo all’Università Bocconi il nostro progetto SorElle d’Italia: “15 proposte concrete per migliorare la vita delle donne (e quella degli uomini”. 15 idee forti, nate dalle riflessioni di sociologhe, economiste, politiche, donne manager e associazioni su
temi centrali come maternità e lavoro, partecipazione alla vita pubblicaimmagine femminile.

Da allora l’uso improprio del “corpo delle donne”, la volgarità becera, la macelleria gratuita, sembrano, per nausea, per indigestione, per rinsavimento collettivo, improvvisamente out. E questa è una gran bella notizia. Vedere sempre più donne autorevoli in ruoli chiave nel governo, alla Rai, nelle aziende e, a breve, anche nei consigli di amministrazione, è un altro segnale importante.

Quello che non è cambiato è la “vita delle donne”. Eppure il welfare di questo Paese, anziani curati, bambini accuditi, emergenze tamponate, grava sulle loro – nostre – spalle. I risultati delle nostre aziende si sostengono anche sul lavoro diligente, testardo, appassionato delle donne. Che chiedono poco, ma danno molto. Le studentesse italiane, brillanti, ben laureate, con master e corsi di specializzazione all’estero, faticano a trovare stabilità. E, benché brave e grintose, sono, e si sentono, in scacco nel costruire il loro futuro. → Continue

Gianrico Carofiglio e Jesús Marchamalo all’Instituto Cervantes di Roma 19 gennaio e 20 gennaio

Category : Letteratura


 

 

 

 

 

Info: www.roma.cervantes.es | tel. 06 8537361 | 06 6861871 | cenrom@cervantes.es | pnavona@cervantes.es

 

 

 

 

 

 

 

Mentre mi balena sempre più pressante l’idea di trovar soci per un sindacato SILEFU ( Sindacato Lettori Furiosi ) che ci protegga dai contemporanei abusi parolai, mi giunge comunicazione attinente appuntamento letterario all’Instituto Cervantes di Roma con due ospiti d’eccezione, impegnati nella difesa della identità del Verbo.

Benemeriti, subito.

 

Ecco gli appuntamenti:
Giovedì 19 gennaio (alle 19) alla Sala Mostre del Cervantes
(piazza Navona, 91), si tiene la conferenza
“La parola manipolata”
con interventi di Gianrico Carofiglio,
che partendo dal suo saggio “La manomissione delle parole”
 (ed.Rizzoli),
si dedica al recupero di cinque parole chiave del lessico civile:
vergogna, giustizia, ribellione, bellezza, scelta, legate fra loro in
un itinerario concettuale ricco di suggestioni.
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Venerdì 20 gennaio (alle 18.30) Jesús Marchamalo presenta
alla Zambrano
(via di Villa Albani, 16)
il suo ultimo racconto “Toccare i libri”,
un omaggio spassionato e molto personale alla letteratura e
al mondo dei libri.


 

Mostra psicomagica di Evgen Bavcar: allegoria di prometeica rivincita

Category : Mostre

 

 

 

Museo di Roma in Trastevere, Roma

dal 19 gennaio al 25 marzo 2012

inaugurazione  18 Gennaio ore 18

 

Inutilmente il Caso ha  incatenato in fondo ad una buia caverna il dodicenne piccolo  Evgen.

A nulla è valso privarlo dell’esperienza visiva  del mondo circostante.

Filosofo alla Sorbona, prima ancora che fotografo, Bavcar  scopre e avverte :” Gli occhi  sono nella mente” e fa partire la contestazione al mondo oculo-centrista.

Intelletto, memoria e sensibilità, aperti creativi un bel pò provocatori, ne hanno fatto un fotografo di successo, suscitando in prima battuta curiosità intorno alle protesi tecniche che rendono possibile la sua attività.

Poi, davanti alle foto, si azzerano gli interrogativi legittimi intorno ai  Modi  per lasciar spazio ai Moti, che rendono possibili le immagini.

Bavcar, vero sciamano, ci mostra quanto sia popolato e ricco il buio, ci fa vedere l’invisibile  e, ancor più, ci insegna  come la limitazione, da ostacolo possa diventare  stimolo di vita, di conoscenza e d’arte. Grazie per questo.

Dalla full immersion nelle ombre della sua esperienza sensoriale  emergono, poeticamente sfumati, reinventati ed ora anche a colori, donne uomini oggetti paesaggi, che la sua personale visione della realtà vede e rende pubblica.

Deve avere  Bavcar dentro di sè, nella sua camera oscura, un archivio sterminato, stipato di immagini e immaginazione, vero vettore di conoscenza, che ha la grazia di condividere con noi.

http://www.youtube.com/watch?v=atSRwI-fY7I

 

 

 

 

 

La chiave di Sara (s)oggetto di tragedia dal best seller di Tatiana de Rosnay

Category : Cinema

 

 

 

Sarà  per deformazione professionale, ma più per attitudine temperamentale nel segno  dell’assoluto, del risolutivo, che nella brillante giornalista americana, con il bel volto intenso di Kristin Scott-Thomas, nasce, cresce, lavora irrefrenabile la voglia di  dipanare gli inquietanti dubbi attinenti la casa parigina dei suoceri che con il marito sta ristrutturando.

Il film si svolge su piani temporali distinti, l’oggi e il ’42, che continuamente si intrecciano a creare suspense ed emozione e, grazie al continuo ricorso del flashback e del flashforward, efficacemente ricostruiscono e intrecciano vicende pubbliche e private di ieri e di oggi.

Tutto comincia in rue Santong, nel 1942, ove Sarah Starzynski, la toccante Mélusine Mayanceta, gioca nel lettone con il fratellino Michel inconsapevole di ciò che la follia collaborazionista del regime di Vichy ha macchinato ai danni di migliaia di cittadini francesi.

L’atroce episodio legato al Vel d’Hiv, rimosso dai Francesi per molto tempo, per il quale solo nel 1995 Chirac chiese scusa, che coinvolse 13.000 persone e macchiò la grande tradizione illuminista francese, diventa l’oggetto di un’inchiesta della Giornalista.

Incurante di rassicuranti e rassicurati progetti relativi al suo presente,  Julia Armond decide di ricostruire la vicenda della piccola Sara, dieci anni ai tempi del fatto.

Emergeranno orrori pubblici e privati legati alla deportazione nel Velodromo d’Hiv, scelto dai collaborazionisti come prima tappa della deportazione ebrea e, inaspettatamente, coinvolgenti anche la famiglia del marito della giornalista, che si troverà dolorosamente a mettere in discussione consolidati equilibri emotivi ed affettivi di familiari ed estranei.

La chiave di Sara, (s)oggetto di tragedia, attraversa tempi e spazi ed apre scenari impensati nel vissuto dei protagonisti, ma anche degli spettatori.

Il regista Gilles Paquet-Brenner ha saputo sapientemente adattare al grande schermo il libro di Tatiana de Rosnay senza intaccarne la complessità dei contenuti, che vanno ben al di là del dramma evocato e gettano inquietanti interrogativi sul comportamento umano di coloro che, pur senza responsabilità diretta, condivisero i momenti drammatici di quel 1942.

Non solo in Francia.

La domanda ineludibile dopo la visione del film è: abbiamo una morale capace di farsi carico della ricerca della verità?
→ Continue

Domus Romana del IV secolo d. C. : straordinaria location sotto Palazzo Valentini

Category : Mostre

                      

                                                                                                                                                                                           

Palazzo Valentini

Via IV Novembre 119/A.

Roma

La semplicità dell’assurdo è a portata di mano, a Roma, a Palazzo Valentini dove sono in mostra permanente i restauri  conclusi nel 2010 sotto la presidenza di Nicola Zingaretti ed iniziati nel 2006, quando era ministro dei Beni Culturali  Francesco Rutelli.

Apprendimento e divertimento sono indissolubilmente intrecciati e garantiti, quando c’è di mezzo Piero Angela e con lui un’equipe di esperti e tecnici del calibro di Paco Lanciano e Gaetano Capasso,

Se poi la dimora in questione,  che occupava circa 2000 mq, ,  proprietà di un senatore ( tòhhh!! Se Atene piange, Sparta non ride-va), torna alla luce con i suoi millenari fasti, l’evento è imperdibile.

Si scende nel ventre di Roma, sotto palazzo Valentini edificato a partire dalla fine del Cinquecento e rimaneggiato nel tempo per soddisfare le esigenze e i capricci dei vari padroni di “casa” fino alla metà del secolo, quando l’intero stabile fu acquistato dal cardinale Giuseppe Spinelli, bibliomane da ventiquattromila volumi.

Si cammina sulla Storia, su pavimenti di cristallo che svelano resti di preziosissimi pavimenti in marmo, raffinati mosaici, lussuose terme private, stoviglie, resti di cibo, strade, colonne, giardini, nonchè selvagge ristrutturazioni .

Intanto la nota rassicurante voce di Piero Angela informa annota evoca e, complice  la videografica, tutto intorno ai visitatori, col piede un pò malfermo per via dell’oscurità, si materializzano pareti affrescate, scale, colonne, scrosci d’acqua, boati di terremoti che contribuirono alla distruzione della domus  e vengono riproposti nei loro devastanti effetti agli attoniti visitatori.

Ma anche voci gioiose di bambini, di servi apprensivi , di elegante chiacchericcio di persone che animavano la quotidianità della grande casa patrizia con vista sulla Colonna Traiana e i Fori… una mania del Potere!.

http://www.youtube.com/watch?v=wocoQd-Poo4&feature=related

http://www.palazzovalentini.it/

 

ART di Yasmina Reza con ALESSIO BONI – ALESSANDRO HABER – GIGIO ALBERTI

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Category : Teatro

Notte dei lunghi coltelli nel salotto buono di Marc, Serge, Yvan, da sempre amiconi.

Art, scritto nel1994, tradotta e rappresentata in oltre trenta lingue, ha reso famosa e acclamata Yasmina Reza, premiatissima per questo con il Molière, l’Oliver, l’Award.

Con l’ intelligente ironia e la disincantata capacità di osservazione, che abbiamo amato in Carnage, Reza indaga i rapporti umani e i loro inconfessabili segreti, quando il meccanismo sociale che li regola, per qualche ragione, viene meno.

Il decennale sodalizio, che tiene insieme i tre intellettuali borghesi, si incrina in modo irrimediabile nel momento in cui uno dei tre acquista un quadro, che testimonia di un gusto e di una disponibilità economica intollerabilmente diversa.

La vita, come per tutti,  non è stata tenera con nessuno dei tre, e nell’andar dei giorni e degli anni la loro consuetudine è stata preziosa.

Ora, all’improvviso, dinanzi ad una diversa, diversissima valutazione di un quadro, si scoprono estranei, falsi, intolleranti, meschini e maneschi.

La leggerezza del copione, le gags degli interpreti, (a volte un pò sopra le righe), non valgono a nascondere il dramma della solitudine e dell’incomunicabilità .

Freud, Lacan con divanetto e blok-notes in inesorabile attesa dietro le quinte, alla faccia della celebrata AMICIZIAMASCHILE.

Garbata, spettacolo nello spettacolo, l’iniziativa di beneficenza che Alberti, Boni e Haber propongono a favore del CESVI e della Linea Verde Alzheimer, concludendo la performance.
La tela bianca della discordia ” dietro cui c’è un pensiero”, da loro firmata, viene messa all’asta per molto meno degli iperbolici 200,000 euro, che avevano scatenato l’invidia sociale e il risentimento amicale.

di YASMINA REZA
traduzione Alessandra Serra
scene Gianni Carluccio
luci Marcello Iazzetti
costumi Nicoletta Ceccolini
regia GIAMPIERO SOLARI

Evgen Bavcar. Il buio è uno spazio

Category : Mostre

  

 

Museo di Roma in Trastevere

Piazza  S.Egidio 1B

19 gennaio – 25 marzo 2012

Inaugurazione mercoledì 18 gennaio alle ore 18

© Evgen Bavčar / Courtesy Esther Woerdehoff 2011 

 

” La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovraintendenza ai Beni Culturali, è curata da Enrica Viganò. La produzione è organizzata da Admira in collaborazione con Galerie Esther Woerdehoff, Parigi. Supporto organizzativo e servizi museali Zètema Progetto Cultura.

Le immagini di Evgen Bavcar sono una vera e propria sfida al limite fisico della sua cecità. Ognuna di esse, nella sua poeticità, rimarca una volta di più quanto guardare e vedere siano due concetti estremamente diversi, e sottolinea la profonda sensibilità di questo incredibile fotografo che riesce a mostrarci aspetti del visibile a noi ignoti. Le opere prendono forma dai suoi ricordi e dalle suggestioni evocate dal mondo circostante, che Bavcar rielabora con grande profondità, creando “visioni dell’anima” oniriche ed emozionanti.”

Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

www.museodiromaintrastevere.it - www.060608.it