Menu

Antonietta Bello e il mondo ritrovato di Ugo Riccarelli

2016/05/06 - Attualità, Presentazione di: MG Colombo
Antonietta Bello e il mondo ritrovato di Ugo Riccarelli

Il segreto del successo di Ugo Riccarelli ( Strega e Campiello 2004) lo si può tutto ritrovare in questa Lettera d’amore e d’addio a cura di Paolo di Paolo ed Mondadori.
C’è qui l’affettuosa inesausta curiosità per il mondo circostante, spesso visto in filigrana attraverso i miti letterari e i riti domestici, da percorrere in lungo e in largo con le mille scarpe della sua collezione, metafora della voglia di andare per le strade del mondo e incontrare conoscere imparare a dispetto delle vicende personali.

Uno per tutti il racconto Il Gelato evocato dalla vibrante/emozionante, divertita/divertente interpretazione di Antonietta Bello (Bella tout court ndr).
Eccolo sul passo della Roméyere sul sellino di Bahamontes, eroe invincibile incauto ironico, scendere nel bel mezzo di un’epica gara (1954) per un gelato e giocarsi la vittoria con l’indifferenza da matto che lo rese rappresentante di quell’epica del quotidiano, inseguita e perseguita da Riccarelli sin dai tempi in cui la sua Nonna, figlia di un venditore di maiali ma compulsiva affabulatrice, iniziava i racconti con sanguigne note del tipo ” ll mio povero babbo, che Dio lo sprofondi  nel punto più basso dell’inferno”, fornendogli le prime coordinate narrative.035

Appare riduttiva la definizione dello stesso Paolo di Paolo quando diceva all’amico Scrittore “ sei il più sudamericano degli scrittori italiani”  e aveva ragione Riccarelli a rivendicare per la sua scrittura anche la malia esercitata da Scultz, dall’idolatrato Tabucchi, conosciuto e amato prima come scrittore e poi come amico, da Stevenson capace di calare l’avventura in ogni pagina, per quel bisogno di epico che è in tutti noi, massimo di questi tempi.

Il talento di viaggiare senza muoversi dal giardino di casa, come la vita gli aveva imposto, lo portò ad inseguire per le strade del successo gli eroi dello sport come Garrincha, Coppi, Sivori, della musica come Mozart, Monk, della letteratura come Pasolini, Scultz, Tabucchi visti senza mitici aloni nella loro dimensione di semplici esseri umani e, viceversa, ad investire di eroismo persone comuni, come la Marta di uno di questi racconti, colte nella leggendaria inesausta capacità di far sopravvivere all’assedio della Storia la loro storia.

Tutto da leggere questo Riccarelli, indimenticato autore de Il dolore perfetto, così ben evocato con commossa partecipazione da chi ebbe la fortuna come Marino Sinibaldi, Marco Baliani, Paolo di Paolo, Giuseppe Cederna, di conoscerlo e frequentarlo non solo per motivi professionali.

033

Teatro di Roma
Sala Squarzina ore 17.00
a cura di Paolo Di Paolo

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *