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Roberta Pugno – La rivolta del Pensiero

2016/05/13 - Arte, Biblioteche, Mostre di: MG Colombo
Roberta Pugno – La rivolta del Pensiero

Roberta Pugno, tesi in stregoneria, 15 cataloghi, copertine di pubblicazioni colte, presente in collezioni pubbliche, private e musei, esaltante agli occhi di Claudio Strinati, in rivolta alla maniera di Andrè Breton, (ri)nata alla vita con la “Teoria della nascita” di Massimo Fagioli, novella Ipazia di lucido pensiero, pelle eburnea, flamboyage di irriducibili ricci, esercita una vera opera di seduzione sul pubblico con questa esposizione, che la Galleria Angelica le dedica per celebrare i suoi 30 anni di attività artistica.

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Foolish alla maniera di Steve Jobs, ne condivide la passione per la calligrafia, fonte di grande bellezza e ispirazione, primaria comunicazione e conoscenza essenziale, in inestricabile leibniziana combinazione di rete complessa tra cabala e filosofia.

Sempre sulla soglia osmotica tra sogno e realtà, in coerenza argomentativa con la sua formazione e produzione, i titoli delle mostre, a partire da Oltre le lune e gli uragani, Innumerevoli e infiniti sogni, L’universo tutto infinito fuori e dentro di noi, A l’infinito m’ergo, fino all’attuale Tra conoscenza e sapienza delle immagini, come recita il sottotitolo della Mostra in corso sino al 22 Maggio.

 

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Sa di vecchia pergamena, di manoscritto prezioso in visceri di oro vago, sottratto alle lesioni del tempo, lo strepitoso La rivolta del pensiero, in tecnica mista con rilievi incisioni geroglifici icone caratteri sacri apparato fonetico, cui le ricerche etimologiche a lato di Antonio Di Micco danno valore aggiunto e conducono lo spettatore ad addentrarsi nell’epopea delle civiltà mediterranee alla ricerca di comuni radici e al superamento di confini sociali temporali e spaziali.

Magmatici rossi si riversano sulla tela di TempoRosso, omaggio alla meditazione eroica bruniana;  ultraterreni aerei azzurri portanovia nell’universo vitale e senziente di IpaziaGocciad’Infinito;
tellurici marroni e crepitanti aranci evocano forze primigenie nell’accadico Matru.

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Nel tempo della liquidità Roberta Pugno racconta la fascinazione per l’universo di Giordano Bruno e (artista non facile, come segnala Strinati) si serve della voluttuosa brillante stratificazione del colore per veicolare l’amaro dei contenuti.
Orlo del bicchiere cosparso di miele, come suggerisce Lucrezio nella metafora del De rerum natura.

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Autoritratto dell’Artista in vibrante combinazione di animus e anima

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