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Regali ai fantasmi di Marilena Renda. Premio Biblioteche Roma

2017/10/06 - Biblioteche, Letteratura, Premio Biblioteche di Roma 2017 di: MG Colombo
Regali ai fantasmi di Marilena Renda. Premio Biblioteche Roma

Marilena Renda
Regali ai fantasmi
selezionato Premio Biblioteche di Roma 2017
ed. Mesogea

Fuori dal recinto del buonismo imperante, Regali ai fantasmi di Marilena Renda ed. Mesogea, nasce da una straordinaria intensità emotiva e da una lucida dolorosa autenticità.
L’andamento poetico e la capacità introspettiva del libro rende la pagina densa, la scelta lessicale ricercata, a volte oscura, a volte amaramente ironica, come nelle tre pagine fitte sulla tipologia maschile, o allusivamente essenziale come nella resa dei colloqui famigliari.

La musica dal fondo del barile evoca, per la Renda, un passato irrisolto, commovente nella sua dichiarazione di incapacità a dire il mondo, uscendo da una dolorosa autoreferenzialità, che richiederebbe il coraggio di ingaggiare battaglia con la vita. 

Libro complesso, che ragiona quasi con distacco metafisico sulla diversità, sulla gestione familiare dell’handicap, sulle istituzioni, sul teatro, sulle relazioni affettive, sulla condizione umana, osservata nel quadro di quella incomunicabilità dei sentimenti, che rende vana ogni nostra esperienza.

La ricerca di una cittadinanza emotiva dentro una famiglia, una città (disperatamente chiassosa la sua Palermo), un ambiente spinge la Renda a portar regali ricordi emozioni promesse, financo messe, ai fantasmi, nell’inutile presunzione di cambiar la storia, che alla fine vira letteralmente al noir, in un crescendo di riappropriazione di ricordi e pulsioni, in un letterario rimbalzo di tempi che evoca il Présent passé, passé présent di Ionesco, per quel culmine di assurdo che, per dirne una, si porta via i genitori al loro primo viaggio.

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Insomma la Renda manifesta di possedere, a differenza di quanto avviene ne ‘L’amore di Don Perlimplino con Belisa nel suo giardino”, la saggezza non libresca che vien dalla capacità di salir le “scale notturne che dai giardini portano alle camere delle Belise”, pur nella consapevolezza frustrante di non possedere codici comunicativi adeguati.

Certamente beneaugurante per l’Autrice di Erice, rileggere quanto recentemente dichiarato dal Nobel 2017, Kazuo Ishiguro:
«Sono curioso di scoprire perché la Sicilia ha prodotto così tanti scrittori di livello mondiale, quando il continente d’ Italia è riuscito a fare ciò a stento. L’ Italia ha una magnifica tradizione artistica, naturalmente, e nell’ era moderna una grande tradizione cinematografica, ma deve molto alla Sicilia per i grandi scrittori».

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