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Pillole dal Turner Bequest, ma che pillole!!

2018/04/19 - Arte, Attualità, Mostre di: MG Colombo
Pillole dal Turner Bequest, ma che pillole!!

Nella rigorosa rinascimentale eleganza del Chiostro del Bramante, con i suoi percorsi labirintici, su e giù per antiche scale, tra gli elementi strutturali di ispirazione e suggestione conventuale, che nessuna ristrutturazione malvagia ha snaturato, irrompe Turner e il suo universo pittorico.

Tra i 30000 lavori cartacei, 300 olii, 280 album da disegno donati alla Tate Britain di Londra, cinque anni dopo la morte dell’artista, nel 1851, e ivi conservati col nome di Turner Bequest, David Blayney Brown, in collaborazione col Chiostro del Bramante, ha operato una scelta suggestiva che ripercorre l’evoluzione pittorica e l’incessante sperimentazione cromatica del pittore.

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Formatosi alla Royal Academy School, infaticabile entusiasta viaggiatore, prima in Gran Bretagna e poi in Europa, profondo conoscitore e amante della Natura,  il Chiostro del Bramante ne ricapitola la leggendaria attività artistica, tra vezzi e vizi e virtù.
Partito dallo studio di J.R.Cozens, dalla passione per Nicolas Poussin e Claude Lorrain, attratto dallo studio della Teoria dei colori di von Goethe e dalla ricerca scientifica di isaac Newton, con inedita genialità e uno scarto per nulla scontato, giunse al graduale abbandono delle forme e della tradizionale prospettiva, divenendo un anticipatore dell’Impressionismo, e un indiscusso Maestro ammirato anche da Rotko.

La forza dell’esperienza conoscitiva sul campo e dei risultati pittorici innovativi narra l’incessante sperimentazione, che lo colloca agli antipodi di una paesaggistica di genere, e trasmette a chi guarda, in modo del tutto antiaccademico, lo specifico di montagne, campagne, architetture, mari, fiumi fermati con immediatezza su album arrotolati sotto il braccio.

Le 92 opere  improntate a grande raffinatezza coloristica, eseguite en plein air, per “proprio diletto”, comprendono acquerelli, disegni, album, olii e una video-installazione immersiva, che ricrea le atmosfere, le  impressioni e gli stati d’animo derivati dalla fascinazione per il trascolorare dei colori naturali di albe e tramonti, la pioggia sul viso, il vento sul mare.

Il paesaggio del suo tempo nel DNA del Pittore, ma anche Roma e le secolari architetture, Venezia galleggiante sul  mare, Napoli immersa nella luce, le operose città europee, il fascino dei villaggi sul Tamigi, oggetto di studio e ammirata attenzione:
tutto al Chiostro in bella mostra.

 

 

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