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Helena Janeczek, #NoncèStregasenzaBega

2018/07/11 - Letteratura, Premio, Premio Strega 2018 di: MG Colombo
Helena Janeczek, #NoncèStregasenzaBega

A proposito di immancabili inevitabili brontolii , riportiamo, condividendolo, il post su Fb, di Helena Janeczek sul peso della extraletterarietà della sua Ragazza/Strega’18.

11/ 07/2018

“Piccolo contributo al dibattito se nei commenti sullo Strega vinto dalla mia “Ragazza” abbiano prevalso gli aspetti extraletterari: la-prima-donna-dopo-quindici-anni, la prima volta che il premio sia andato a chi è italiano per appartenenza linguistica e culturale.
Ho sempre pensato (come ricorda Isabella Mattazzi che ringrazio) che il valore di un’opera letteraria prescinda dai temi e, a maggior ragione, dai “messaggi” (no, quelli non li abbiamo, sennò non scrivremmo testi narrativi), dall’estensione del suo mondo poetico grande o piccolo (“intimista” o “autoreferenziale”), dalle sue filiazioni ideologiche esplicite o implicite. In letteratura tutto è permesso, basta che rifletta la voce e la visione dell’autore con gli strumenti adeguati.
Penso di avere una storia per la quale lo sguardo politico è imprescindibile, spero di aver fatto di tutto, come scrittrice, per evitare, a partire dalla figura di Gerda, la rassicurante unidimensionalità agiografica dei personaggi. So di averci lavorato tanto, a questo libro,di averci riversato tutte le preoccupazioni, malinconie e speranze che mi accompagnavano negli anni di lavoro.
Il Premio Strega è in primis un premio letterario. Ma è anche un piccolo evento socio-culturale. Quindi è inevitabile e, in parte, giusto che si parli anche questi aspetti. Se questa vittoria ha reso più normale (come dovrebbe essere) che possa essere premiata l’opera di una donna o di un autore/autrice di origini straniere, ne sarei solo felice.
Intanto continuo a organizzare con le mie amiche di Gallarate il festival SI Scrittrici Insieme che a settembre dovrebbe arrivare alla sua 8°edizione.
Ma sul piano della realtà terra terra, la-prima-donna-che-ha-vinto-lo-Strega-dopo-quindici-anni è scesa dal treno e ha fatto la lavatrice.
“Donne non si nasce, si diventa” recita, con de Beauvoir, una T-Shirt risalente a una delle prime edizioni del nostro festival che uso per dormire.
E sì, l’abito da “Strega” è sullo stesso stendipanni.”

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