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La casa di doña D.

2012/04/12 - Divertissement di: MG Colombo

 

Il tempo di superare un militaresco cancello di ferro coronato da filo spinato, con tanto di vigilante armato, dal piglio poco amichevole, ed ecco che un festival di porte aperte, finestre spalancate, improbabili serrature, fortunosamente  non oggetto di attenzione da parte di pigri mariuoli locali intenti, at this moment, alle pratiche devozionali pasquali,  vi introdurranno nella dimora guatemalteca di doña Delly, affacciata su un’ampia ombreggiata veranda, su ballatoi tipo kasba e partenopei stenditoi, democraticamente affacciati sulla privacy altrui, in assoluta globalizzata dimensione.

Conviviale, come ognun sa, ha scelto di abitare tanto vicino all’areoporto da poter salutare i suoi numerosi amici direttamente dal finestrino dell’aereo.

Inebriata dalla veranda immersa nel verde tra profumate jacarande, postazione prediletta  di salottiera fauna locale, con tanto di colibrì sul tavolo della colazione, e petulanti cani condominiali, elargisce ai suoi fortunati ospiti beveroni tropicali e squisitezze strappate alle patrie botteghe, bilanciate da inevitabili acquisti locali.

In nome della praticità, sua stella polare da sempre, la nostra señora governa con piglio prussiano le faccende domestiche, purtroppo  scontrandosi con infrastrutture di epoca maja  e dovendosi piegare, for example, ad ancestrali sistemi di raccolta rifiuti, con pittoresche pratiche di smaltimento e  distribuzione aummaaumma di acqua potabile.

Tutto ciò può provocarle, sometime, violente quanto passeggere reprimende contro l’ asservimento dei più e il bieco capitalismo dei pochi, senza peraltro intaccare il suo inossidabile buon umore.

Massimo quando veleggia nella sua cucina, ove rigore ed anarchia convivono felicemente.

Se la quantità di utensili, (dal tegamino cuociuovosfigato di Pinocchio al mixer in grado di sfrantoiare qualsivoglia alimento gli capiti a tiro) , meticolosamente reperiti nei centri commerciali del posto, valutati soppesati acquistati con occhio esperto e mercantile perizia, possono provocare attacchi di invidia  anche a un Vissani e speculare totemico panico reverenziale alle colf locali che ci devono metter le mani, lei, doña D.,  ineffabile vestale in vestaglia e riccio al vento, frulla frigge soffrigge cola scola mescola grattuggia con indomito contagioso entusiasmo, tra gli encomi degli attoniti ospiti e il caloroso scodinzolio del suo assistente, 4zampe4, Rudo, innamorato di lei.

Per la vita.

 

 

 

 

 

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4 thoughts on “La casa di doña D.

cinzia

Grazie quasi mi commuovo. E Rudo abbaia di allegria!
Comunque spero che questo paese ti prenda un poco di cuore come ha fatto con me.

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Brunella

un bel po’ di invidia, un mucchio di affettuosa partecipazione e altrettanta curiosità: che è il tegamino cuociuovosfigato di Pinocchio???????

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paola

complimenti alla padrona della dimora e alla cronista: una rappresentazione così colorata ed esotica della nostra comune amica tra fiori e uccelli, da farla rivelare nella sua natura …. una luminosa e numinosa protagonista di un quadro di gauguin

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antonia

il diario di viaggio è così colto e divertente che me lo sono letto due volte e, da un certo punto in poi ho cominciato a percepire colori e profumi e sapori che si sono materializzati grazie alla capacità descrittiva così accattivante ed efficace: BRAVA!!! grazie per questo viaggio “virtuale” che invita a sognare…………

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