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“Arlecchino servitore di due padroni” di e con Ferruccio Soleri.

2012/12/16 - Teatro di: MG Colombo
“Arlecchino servitore di due padroni” di e con Ferruccio Soleri.
Ferruccio Soleri, stakanovista Arlecchino con oltre 2.000 repliche all’attivo, vince su Kronos signore del tempo e sbaraglia il pubblico quando, dopo 3 ore di guizzi lazzi frizzi, toglie la maschera nera e svela con umile sobrio compiacimento (vorrei vedere!) il corpo, che pur irreversibilmente segnato dal tempo, grazie a rigoroso allenamento e giocosa creatività, continua ad essere macchina perfetta per indiavolate arlecchinerie da portare con successo in giro per il mondo.
Come ebbe a dire Strehler, interpretando il pensiero dello spettatore, Soleri invecchia ma il suo Arlecchino ringiovanisce.
Certo l’astronave Goldoni disancorata con spettacolare manovra dagli schemi consunti della Commedia dell’arte, in sperimentale apertura rispetto ai cambiamenti epocali della scena sociopolitica del mondo, non solo in Francia, naviga lontana.
La carica eversiva di Arlecchino analfabeta, in geniale gara di furbizia con padroni dispensatori di manganellate e stupidità, perde mordente nel momento in cui lo spettacolo azzera il gap tra servi e padroni, accomunati negli ammiccamenti al pubblico, negli aparte, nella gestualità ripetitiva delle gag della commedia dell’arte, che allungano i tempi per la gioia dei bambini, numerosi in sala, e del pubblico desideroso di spensierata serenità.
Servi e servette con fame ancestrale di cibo e giustizia, con occhi attenti a cogliere il ridicolo di grotteschi padroni maneschi, borghesi in affanno, pseudo intellettuali,  nobili comatosi, sbiadiscono a vantaggio di mosse e mossettine .
Così quando Federigo Rasponi, defunto promesso di Clarice, si presenta a casa di Pantalone, come da copione, secondo il geniale piano ordito da Beatrice, donna intraprendente e disinibita, prevale lo spirito circense su l’ ésprit de finesse e parte la rutilante messa in scena.
Lunghissima vita a Soleri e al suo Arlecchino.
 
Teatro Argentina, Roma
regia Giorgio Strehler messa in scena da Ferruccio Soleri
 Enrico Bonavera, Giorgio Bongiovanni, Francesco Cordella, Leonardo De Colle, Alessandra Gigli, Stefano Guizzi, Pia Lanciotti, Tommaso Minniti, Katia Mirabella, Fabrizio Martorelli, Stefano Onofri, Annamaria Rossano (nei giorni 6,7, 13 e 16 dicembre Ferruccio Soleri sarà sostituito nel ruolo di Arlecchino da Enrico Bonavera)

suonatori Leonardo Cipiani, Francesco Mazzoleni, Elisabetta Pasquinelli, Emanuele Piccinini, Celio Regoli
scene Ezio Frigerio costumi Franca Squarciapino luci Gerardo Modica musiche Fiorenzo Carpi movimenti mimici Marise Flach scenografa collaboratrice Leila Fteita maschere Amleto e Donato Sartori con la collaborazione di Stefano de Luca

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