
Con l’avverbio “appassionatamente” acquattato nello zainetto,
in un afoso pomeriggio romano, Luca dell’Associazione ArteFacto si è speso davanti ad un gruppo di appassionati, per (ri)dare vita e spessore
alla complessa storia secolare dei Santi Quattro Coronati
Amatissimo dal gruppo dei presenti, che non perde occasione per immergersi nel patrimonio archeologico romano, e persino dalla Suora agostiniana con la quale, a parte una gustosa divergenza sui materiali dell’urna reliquiaria ove si conserva la testa di san Sebastiano, corre un cortese non scontato accordo per l’accensione delle luci della gigantesca abside, altrimenti immersa in un buio quasi totale, date le claustrofobiche scelte di Pasquale II
Impossibile sonnecchiare davanti all’imponente fabbrica e al gigantesco slalom culturale snocciolato con colta competenza e suggestiva
ricchezza di particolari da Luca nella Camera picta, ove i duecenteschi affreschi in stile bizantineggiante raccontano
“Storie di papa Silvestro e dell’imperatore Costantino I “,
regale, con vistosa corona, anche in presenza di conclamata malattia esantematica
Grande attenzione e passeggiata nel Chiostro, previa energica scampanellata, alla scoperta di frammenti di arti e mestieri che aprono squarci di vita vissuta
in attesa di valorizzazione prima che l’incuria cancelli
l’anima e la storia del nostro complesso passato
Nella ombreggiata frescura della Chiesa, l’invito dell’Archeologo a cogliere la bellezza dei magnifici pavimenti testimoni di accurata ricerca formale di ignoti maestri marmorari romani, che continuano a riscuotere stupita ammirazione
per la perizia dell’accostamento di preziose tessere marmoree