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Nicola Lagioia

2010/06/19 - Letteratura di: elisabetta gianello

 

All’inizio abbiamo una descrizione lenta con una scrittura ricercata, molto ostentata, solo verso la fine il ritmo cambia e la lettura diviene scorrevole. Buona la rappresentazione della Bari della fine degli anni ’80: i ragazzi ormai diciottenni scoprono la periferia di Bari come luogo di libertà, un ambiente così eterogeneo “che nessuna scuola pubblica poteva offrire”. Li si stabilisce una comunità in cui convivono senza problemi: sniffatori di coca, eroinomani, fumatori di marijuana e amanti del sesso. Solo dopo la morte e il ricovero di alcuni tossicodipendenti tra i quali Giuseppe, per una invasione di una valanga di eroina Killer il protagonista si allontana da Bari, per  ritornarvi 10 anni dopo spinto dalla volontà di ricostruire i tasselli mancanti della sua adolescenza.

Sono d’accordo con Anna laura la desrizione è quella dei ragazzi di una borghesia di provincia che cercano di trascorrere la giornata a fare altro, rispetto a quello che i genitori si aspettano da loro, ovvero pomeriggi a giocare a tennis, serate a bordo piscina.Uno spaccato di miseria intellettuale che aggiunto allo spaccato di miseria economica e sociale che viene descritto da Falco, mi fa pensare che forse la crisi del romanzo italiano esiste e dovrebbe essere affrontata quanto prima.

Elisabetta

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