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Midnight in Paris di Woody Allen

2011/12/14 - Cinema di: MG Colombo
Midnight in Paris di Woody Allen

 

Ha abbondanti motivi per non perdere troppo tempo a riflettere la bella americana Inez, protagonista del film: genitori accondiscendenti e straricchi, vacanza free a Parigi per shopping  prematrimoniale, fidanzato di belle speranze e ancor più di bell’aspetto.

Ma, davanti ad un lago con ninfee che fa il verso a Monet, immediatamente e lucidamente inquadra lo stato mentale del focoso Gil/Owen Wilson, succube di letteraria mitologia,  e con felice certezza, così lo cataloga:  “Innamorato di un sogno”.

Non è infatti un tumore al cervello quello che fa vivere a  Gil e agli spettatori una divertentissima allucinazione, che consente
di entrare nella casa e nelle grazie di Gertrude Stein, ascoltare dal vivo Cole Porter, innamorarsi della donna di Picasso, seguire le affabulazioni di Ernest Hemingway, cogliere le conversazioni tra Renoir e Matisse, i tic di Salvador Dalì,
il fascino decadente dei Fitzgerald, suggerire temi a Luis Bunuel ancora in cerca
d’ ispirazione , scambiar imperdibili battute con i Surrealisti, perdersi bulinicamente, come un topo nel formaggio, nella iconica Parigi degli anni ’20.

Se per Cenerentola i rintocchi della mezzanotte mettono fine alla favola, per Gil è il contrario: complici robuste bevute e insofferenza per l’invadente milieu della fidanzata, è proprio allora che tutto comincia.

Non una zucca ma una spettacolare macchina d’epoca trasporterà Gil nella leggendaria Parigi letteraria da lui sognata e cercata.

Dietro la favola i temi cari al Regista: la riflessione sul valore del tempo, la soggettività delle sensazioni, la suggestione dei miti culturali, la sorprendente (ri)scoperta di sè stessi e la sfuggente indefinibile dimensione della felicità.

Alla fine del giro è dimostrato che ” le illusioni fanno meglio delle medicine”, parola di Allen, e, grazie allo strepitoso genius loci per nulla cartolinesco, Gil si sbarazzerà della indisponente fidanzata, ( anche in odore di tradimento, come gli suggerisce Hemingway !!!), dei suoceri conservatori e snob, e incontrerà un’ irresistibile Marion Cotillard con cui continuare a fare l’americano a Parigi.

Ps.:

Divertente anche lo scambio di battute sotto la statua di Rodin con una Carla Bruni, che, nonostante la sobrietà della prestazione nei panni di guida turistica,  rimane sempre Carla Bruni e  scatena le insofferenze dei più e persino il sospetto di un Allen marchettaro per…… la Proloco della Ville Lumiere…tanto per continuare nel divertimento.

http://www.youtube.com/watch?v=2nr3oB2bb-4

 

 

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