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Lezioni d’amore: il (dis)amore secondo Concita de Gregorio

2012/10/04 - Discussioni di: MG Colombo
Lezioni d’amore: il (dis)amore secondo Concita de Gregorio

 Seconda lezione d’amore da un’idea di David Riondino e Ginevra Bompiani

  3 Ottobre 2012 h18:30

Teatro Tor di Nona, via degli Acquasparta. Roma

 

Che di teatro si sarebbe trattato è stato da subito chiaro.

Fasciatissima in un sireneggiante seducente abito lungo con strascico, Concita de Gregorio è comparsa, con ritardo d’ordinanza, accolta da un informale Riondino in pomeridiano casual prêt-à-porter.

Lette con voce melodiosissima ma inesorabilmente scartate tutte le definizioni del vocabolario, che erano state la bussola su cui disamorati e disamoranti di tutto il mondo si erano misurati sull’ inflazionato tema del disamore, la fascinosa giornalista, scrittrice, ex direttora, opinionista ha proposto una sua divergente teoria sul tema, suffragandola con la lettura di un racconto forse intravisto sfogliato acquistato in una qualche libreria, forse regalato perduto, chissà.

 

La novella metropolitana minimalista esemplificativa, almeno nelle intenzioni, racconta  di due giovani, che vivendo sullo stesso pianerottolo si sfiorano ma non si incontrano (sappiamo !), se non che per perdersi definitivamente, dopo casuale folgorante contatto sotto la pioggia, per inerzia del destino, consegnandosi al pantheon di quelli che “ l’ amore perfetto è assenza“.

Sarà.

Comunque lontanissimo dal clima di ineluttabile sofferenza, evocato dalla Bompiani nella sua introduzione alla serata con la  lettura della lettera che il cinico Valmont, sotto dettatura della perfida marchesa di Merteuil, invia alla signora di Tourvel, all’insegna del famoso martellante retorico ” ce n’est pas ma faute“.

Garbatamente ironico, con il suo * Riformate il diritto di famiglia, Riondino ha cercato di riportare il tema su più usuali esperienze di vita ove, ognun sa, il disamore, massimo di questi bui tempi, ha ben altre connotazioni di lacrime sangue sofferenza.

Soggiogata, sebben perplessa, la platea ha applaudito e favorevolmente commentato la grande versatilità e padronanza del palcoscenico della De Gregorio e comunque condiviso il suo suggerimento di imporre una tassa sul piagnisteo.

Che poi il disamore sia ( cito con fallace memoria) una stanza nella quale alberga l’amore ove gli amanti si disincontrano…………..

Bhè è una teoria, un interessante punto di vista, forse un filino letterario, abbastanza lontano dalla quotidianità, dai frequentatori di vocabolari, da orrende cronache giornalistiche, uno squisito momento per trovar conforto nella straziante malinconia di Wislawa Szymborska.

Ma anche nella fulminante voce del Dylan Thomas di E la morte non avrà più dominio 

Benchè gli amanti si perdano, l’amore sarà salvo

 

* Senza trascurar il Riondinopensiero di Riformate il diritto di Famiglia:

 
” La gente un tempo moriva prima, a cinquant’anni si era già vecchi
e anche arrivare a quaranta si era vissuto parecchio.

 Considerando quelle distanze, è ragionevole immaginare

 che più di un paio di grandi amori non ti potevano capitare.

 Adesso tutto è cambiato, anche la scienza consiglia

 riformate il diritto di famiglia.

 Tradir qualcuno a vent’anni è pugnalare alla schiena

 La stessa cosa a quaranta a volte ci rasserena

 Come è possibile utilizzare sempre la stessa misura

 Se cambia il ritmo dei giorni che ci offre madre natura?

 E non lo dico per me ma sto pensando a mia figlia

 Riformate il diritto di famiglia

 E proteggete gli amanti, non fanno niente di male

 Ed insegnate dentro le scuole educazione sentimentale

 accompagnateli nel praticare tutte le forme della passione

 Spiegate come la fedeltà sia ben diversa da una prigione

 Per non morire d’amore né a Verona né a Siviglia

 Riformate il diritto di famiglia!

 Difficilissimo regolarsi nella partita d’amore

 E quasi sempre ci si ferisce e molto spesso si muore

 L’unica regola probabilmente, oltre ogni male e ogni bene

 È riconoscere in chi ci ama quello che non ci appartiene

perchè soltanto nei sogni la vita ci rassomiglia.
Riformate il diritto di famiglia.”
 
 
 
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