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Twitter che consola:Yoani Sánchez liberata 4 ore ago

2012/10/06 - Attualità di: MG Colombo
Twitter che consola:Yoani Sánchez liberata 4 ore ago

Con sollievo apprendiamo via Twitter che Yoani Sánchez la blogger di Generación Y, designata da TIME come una delle 100 persone più influenti del 2008, pluripremiata per il suo impegno civile, è stata liberata dopo 30 ore di fermo.

 

 Colpevole di voler seguire il processo ad Angel Carromero, accusato di omicidio colposo per la morte dei dissidenti cubani Oswaldo Payá e Harold Cepero, avvenuta in un incidente stradale lo scorso luglio, era stata arrestata giovedì dalla polizia castrista.

Attenta diretta brillante instancabile ironica spiazzante nel registrare la complessa realtà contemporanea intendeva documentare su Twitter il processo.

Riporto un suo post pubblicato su Generación Y nel Maggio 2009 a proposito di un’improbabile intervista a Castro del nostro agente all’Avana Gianni Minà.

” Minà, invece, possiede un curriculum di tutto rispetto. È riuscito a intervistare l’uomo che ha retto i destini del mio paese per cinquant’anni, mentre noi cubani non abbiamo mai potuto rivolgergli domande o rispondergli con un voto depositato nell’urna. Il libro che è uscito fuori da quell’incontro veniva esposto nelle librerie negli anni in cui pensavo di abbandonare il liceo, perché non avevo scarpe da mettermi. Dalla nostra parte e lontani dalle vetrine dove veniva esibita l’ampia  intervista in edizione di lusso, succedevano cose molto diverse: si svuotavano le tasche, cresceva la frustrazione e prendeva campo la paura. Tuttavia non comparivano simili osservazioni nelle frasi elaborate di quella pubblicazione e l’autore non ha ritenuto opportuno pubblicare una seconda edizione per riparare a certe dimenticanze.

Mi piacerebbe suggerirle un paio di domande per un nuovo incontro tra lei e Fidel Castro, che probabilmente non avverrà mai. Indaghi signor Minà – lei che può parlare con Lui – come mai non decreta un’amnistia per Adolfo Fernández Saínz e i suoi colleghi, che hanno già scontato sei anni di galera per delitti di opinione. Annoti nella sua agenda, per favore, i dubbi della mia vicina sul divieto di entrare a Cuba pronunciato nei confronti del fratello, dopo “aver disertato” durante un congresso all’estero. Trasmetta l’interrogativo di mio figlio Teo, che non comprende come mai per essere ammesso agli studi del livello superiore deve dimostrare di possedere una serie di requisiti ideologici.

Se lei può avvicinarsi a Lui – più di quanto è stato mai possibile a ogni cubano – gli chieda di permettere a questi “sconosciuti” cittadini di associarsi, fondare un giornale, creare un emittente radiofonica, fare domande a un presidente o sfruttare un diritto – che lei esercita senza limiti – di scrivere pubblicamente opinioni molto diverse rispetto a quelle del governo del suo paese. Le assicuro che quella intervista – che lei non farà mai – diventerà un best seller su questa Isola.”

Traduzione di Gordiano Lupi

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