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Hoppermania au Grand Palais.

2012/11/02 - Mostre di: MG Colombo
Hoppermania au Grand Palais.

In bilico tra sogno e realta`, tra rigore delle forme dettato dal cubismo e atmosfere surrealiste, Hopper utilizza il suo sguardo ironico e anticonformista a narrare l`alienazione della societa` dei consumi, in una serrata contro-epopea americana dai toni pacati ma implacabili.

Straordinaria la retrospettiva a lui dedicata al Grand Palais: in mostra 55 delle 100 tele dipinte tra il 1924 e il 1966 .

Il documentario anni `50 in bianco e nero, restaurato e proiettato sul muro del gigantesco atrio, immette nella giungla urbana di una  Manhattan, gia` simbolo di quel chiassoso consumismo e compulsivo edonismo lontano, per non dire  opposto, alla poetica di Hopper.

 

 Grand Palais,Paris

10 octobre 2012 – 28 janvier 2013

Allevato a pane e Degas, Rembrandt, Watteau, Courbet da Robert Henri, suo maestro americano, HOPPER visse  con entusiasmo le avanguardie europee, che pratico` nei suoi numerosi soggiorni parigini

Seduce per l`apparente semplicita` e oggettivita`, ma spinge ad un esercizio di indagine molto cinematografico, che discende dalla passione per il cinema e spiega il suo successo tra i grandi filmakers, da Hitchcock a Wenders.

Tanto piu` immobile l`immagine tanto piu`mobile la spinta che conduce lo spettatore ad un gioco di ipotesi sull` identita` dei personaggi, l`ambiguita` delle situazioni e dei paesaggi,

E piu`ancora, corre la riflessione al senso del progresso,

Anche lui nasce come illustratore ( ” j’ai dû faire du dessin publicitaire et de l’illustration pour vivre”).

Molto prima di Warhol, vien da chiedersi cosa sarebbe stata la pittura americana senza il disegno pubblicitario.

 

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