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La modestia di Rafael Spregelburd in “ronconiane” due ore e 45 minuti senza intervallo.

2013/04/20 - Teatro di: MG Colombo
La modestia di Rafael Spregelburd in “ronconiane” due ore e 45 minuti senza intervallo.

Giungono dall’Argentina le Good news from the next World, firmate non dai Simple Mind, ma da Spregelburd.

Teatro Argentina

Roma

Con non minore ironia e sarcasmo, Luca Ronconi porta in scena La modestia del celebrato quarantenne argentino.

Con tagliente piglio di dantesca memoria, il giovane Autore squaderna le miserie della globalizzazione sentimental-emotiva che ci affligge, consumata nel chiuso di pareti domestiche, contenitori anonimi della deriva di incomprensibili tensioni, che dilaniano quanto le bombe che scoppiano al di fuori, facendo crollare le pareti, ma senza scalfire l’indifferenza a ciò che drammaticamente si consuma nel mondo reale.

Metafora dell’indifferenza alla politica? rassegnazione all’emarginazione? bulimico scambio di vuote battute?

Due le coppie di strepitosi mattatori che strappan l’applauso anche a scena aperta, Francesca Ciocchetti, , Maria Paiato, Paolo Pierobon, Fausto Russo Alesi, alle prese con il testo visionario di Rafael Spregelburd, cui la consumata abilità scenica di Ronconi aggiunge, con suppellettili dotate di meccanica autonomia, un ulteriore tocco di surreale elegante assurdità. 

Trama sibillina, che se ne infischia  dello spaesamento dello spettatore, travolto dalle tensioni dei personaggi senza distinzione di nazionalità di luogo di tempo, forse a suggerire la vischiosa globalizzazione dell’incomunicabilità in sud America come in Europa.

Intanto fuori guerre, attentati fanno crollare le pareti ma non scalfiscono la logorroica tendenza a farsi del male dei personaggi, che, in nome di una malintesa modestia, mescolano linguaggi e culture, macchiette di se stessi, colti da un asettico Grande Fratello affacciato sul contemporaneo meticciato esistenziale.

Se Bosch, con le sue allucinate tavole metteva a nudo il decadimento morale medievale, Spregelburd si esercita sullo stesso tema e indaga con la sua Eptalogia di Hieronymus Bosch i vizi contemporanei, di difficile definizione tanto sottile è il discrimen tra Male e Bene.

Così l’inappetenza deborda in Lussuria, La stravaganza in Invidia, La modestia può apparire piuttosto Superbia, La stupidità ha i connotati dell’Avarizia, Il panico dell’Accidia, La paranoia si trasforma in Gola, La cocciutaggine ha la dimensione dell’ Ira.

Inutile cercare un plot, anche se all’interno del lavoro emerge la vicenda di un sedicente medico (?) che monetizza il suo intervento su uno scrittore malatissimo e mai pubblicato, subordinando le sue cure alla consegna di un manoscritto, peraltro sottratto al padre della moglie dello scrittore (?), che, per scarsa autostima? superbia? modestia? incapacità? si rifiuta di completare.

Assurdo? Bene, la seconda vicenda è ancor più criptica.  

 Infatti si evoca una ragazza scomparsa, videocassette scottanti, mentre un divano scorre su invisibili binari, lui si dotato di consequenzialità scenica e perfetta logica utilitaristica.

Vittoria del materialismo?

Sia come sia, ci si diverte e parecchio, perchè durante le “ronconiane due ore e 45 minuti senza intervallo, sul velleitarismo grottesco dei personaggi, prevale la dimensione ludica e lo spettacolo trabocca di umanità, secondo la lezione di Iñárritu.

 «È uno spettacolo da percepire, più che da capire» Sottolinea Luca Ronconi.

  Come dargli torto??

 

2 thoughts on “La modestia di Rafael Spregelburd in “ronconiane” due ore e 45 minuti senza intervallo.

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Draw Something 2 Answers

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