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Quasi amici. Intouchables di Eric Toledano e Olivier Naccache con Francois Cluzet e Omar Sy

2012/03/10 - Cinema di: MG Colombo

Il tetraplegico ricco e nobile Philippe/Cluzet e l’aitante nullatenente di colore  Driss/Sy, opposte fisicità a raccontare, nel primo l’ impotente estenuata deriva della paralisi, dovuta ad un gravissimo incidente, nell’altro la rabbiosa vitalità del lottatore, che ha già perso tante battaglie e tanti affetti, sono i mattatori di Intouchables.

Due diversamente handicappati, che guardano alla vita con disperato disincanto, a prescindere dalla sordida banlieue d’appartenenza e dalle  fastose dimore avite.

Si incontrano  si seducono si integrano, l’uno insofferente del peloso pietismo di chi lo circonda, l’altro letteralmente affamato ma con il lusso della spontaneità.

Comincerà con un furto nella consolidata tradizione di Jean Valjean e finirà con un’inedita dichiarazione di stima reciproca tra il novello “miserabile” e lo straricco Paperone.

Utopico o scenario possibile?

Un’ insopportabile provocazione, per Jean-Marie Le Pen.

Una melensa furbata, per critici non inclini alla leggerezza e di arcigna rigidità.

Una preziosa realtà, peraltro già realizzata, per il miliardario Philippe , figlio del quinto duca  di Borgo Pozzo , dirigente della Pommery, autore di Il diavolo custode ( L’intouchable, le vrai, edito da Ponte alle Grazie), cui il film si ispira, nel quale rievoca lo strano straordinario sodalizio nato con Abdel, suo vulcanico insostituibile tuttofare black.

Uno strepitoso successo, per i botteghini, ove il pubblico affluisce in forza, decretandolo campione di incassi.

C’è nell’aria molta voglia  di credere nella possibilità del superamento delle caste, meglio evocato nel titolo originale del film, Intouchables, piuttosto che nel titolo italiano.

Più ancora, c’è nell’aria la voglia, tallonata dalla necessità, di credere nella possibilità di attuare solidale scambio di competenze tra culture diverse, crescita umana e culturale, che il film assicura possibile, sebben smentita ad ogni piè sospinto.

Il film comunque, se non lo si vuol caricare del peso della documentazione sociale, è una piacevole commedia di meccanismo perfetto e di ritmo incalzante, che pesca nell’armamentario consolidato del genere, ma lo rinverdisce, affidandolo ad un cast d’eccezione, su cui spicca Omar Sy, ormai accreditato come l’Eddie Murphy francese.

Il mix Vivaldi – Earth Wind & Fire incredibilmente  funziona ” per prendere il largo”.

Watch trailer

http://www.youtube.com/watch?v=K3bZkh4xkSo

 

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