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Alberto Boatto. New York 1964: New Dada e Pop Art

2012/03/25 - Mostre di: MG Colombo

Folgorato, alla Biennale di Venezia del 1964, da Rauschenberg, cui, tra lo scandalo dei più, andò il primo premio di quella edizione, e da Cunnigham, che, alla Fenice eseguì un balletto legato ad una sedia, suscitando le intemperanze del pubblico e l’anatema di D’Orazio, Schifano, Perilli, Boatto non esitò a trasvolare l’Oceano per andare a conoscere di persona gli astri nascenti dell’arte internazionale nel loro habitat.

Boatto ha ricostruito il suo soggiorno a New York con la compagna e gli incontri, favoriti dal collezionista-gallerista Leo Castelli, affidando al pubblico una serie di aneddoti inediti, che hanno offerto un ritratto degli artisti dell’Avanguardia Americana, colti nella loro quotidianità, tic, manie.

Il Critico ha condiviso con i presenti lo stupore per l’immediatezza di Jim Dine, l’ammirazione per l’eleganza di Lichtenstein, lo sconcerto per l’eccentricità di Warhol, la seduzione della bellezza di Rauschenberg.

Ha raccontato delle feste, dei vernissages, delle case, degli abbigliamenti, delle sbornie e anche delle droghe, con un divertente refuso, quando ha detto di essere entrato in una stanza ove si tirava …” Coca-Cola”…..

Bè, tanto tempo è ineluttabilmente passato per la Pop Art.

Per Boatto.

E, of course, per i presenti alla conferenza sulla Pop Art nell’Auditorium del Palazzo delle Esposizioni.

 

 

 

 

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