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L’Intervallo di Leonardo Di Costanzo: Hansel e Gretel vivono a Napoli.

2012/12/05 - Cinema di: MG Colombo
L’Intervallo di Leonardo Di Costanzo: Hansel e Gretel vivono a Napoli.

“Succede che gli uccelli che vivono in gabbia,

anche se gli apri la porta non fuggono. I cardellini, a volte, dalla rabbia si scagliano contro le sbarre.

Ma pure loro, se gli apri la griglia non scappano.

Se ne stanno lì, in un angolo, a guardare Forse sono tentati di volare via, ma non trovano il coraggio.

Mio padre mi ha spiegato che tra gli uccelli piccoli il pettirosso è quello più coraggioso, non ha paura di niente.

A volte lo senti che canta di notte, per sfidare il buio. Anche l’usignolo canta di notte, ma solo quand’è in amore.

Allora può succedere che anche un orecchio esperto scambia un canto di sfida per un canto d’amore…”

Così, con questo poetico favolistico incipit, si apre il film pluripremiato di Leonardo Di Costanzo.

Che la città, massimo se si chiama Napoli, sia una giungla è un luogo comune, su cui Leonardo Di Costanzo costruisce con rara sensibilità una storia esemplare di ordinaria prevaricazione.

Per i due protagonisti adolescenti, metaforici cardellini con le ali tarpate dal sistema, incapaci di approfittare del varco aperto, la violenza di una segregazione diviene un intervallo, una sospensione dall’ordinario già dolorosamente scritto nelle loro vite, un momento di pausa in cui tutto può accadere.

In realtà nulla accade, giacchè il Regista sceglie di osservare senza forzature spettacolari.

Molto simile ai Dardenne in questo.

La matrigna cattiva della favola si chiama Camorra e.incombe, svilendolo e mortificandolo sul destino dei protagonisti e sul tessuto urbano della città, sconvolta  da ruderi fatiscenti e da faraoniche nuove strutture,

La gabbia che li opprime e comprime è l’ ex-ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi di Napoli, che Luca Bigazzi, con i suoi straordinari giochi di luce trasforma in orrido labirinto, bosco sinistro, sotto diabolico sortilegio, ove si aggirano in cerca di identità le due vittime del sistema.

Alessio Gallo e Francesca Riso, pochi anni molti affanni, danno vita, in neorealistica dimensione, con la ruvida forza del loro dialetto, a due personaggi, che nell’ arco di una giornata, loro malgrado, si scontrano e si incontrano, recuperando la dimensione di spensieratezza, che la loro età suggerisce.

Delizioso l’ intermezzo ove Francesca improvvisa la partecipazione ad un reality, in doppia veste di intervistata e intervistatrice, per la sola via di fuga dalla realtà che i suoi  strumenti culturali le consentono.

L’ unico momento in cui i due adolescenti sorridono.

http://www.mymovies.it/film/2012/lintervallo/trailer/

Cast:

REGIA Leonardo Di Costanzo SCENEGGIATURA: Maurizio Braucci ( già sceneggiatore di Gomorra e Reality di Matteo Garrone, Mariangela Barbanente, Leonardo Di Costanzo ATTORI: Alessio Gallo, Francesca Riso, Salvatore Ruocco,Antonio Buil, Jean Yves Morard, Carmine Paternoster

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