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Gravity visto da Samantha Cristoforetti.

2013/11/18 - Cinema, Discussioni di: MG Colombo
Gravity visto da Samantha Cristoforetti.

In attesa di leggere le impressioni su Gravity di Luca Parmitano ( sacrosantamente impegnato nel programma di riabilitazione post fly, in splendido isolamento con  familiari e Max), è interessante leggere quel che ne pensa Samantha Cristoforetti, che ha visto il film il 7 ottobre 2013, a Colonia, dove era impegnata a mettere a punto la sua preparazione per la prossima missione spaziale, che la vedrà impegnata sulla ISS, come ingegnere di bordo per sei mesi, durante i quali continuerà gli studi sulla Terra e compirà vari esperimenti nel campo della fisica e della medicina.

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Dopo una simpatica premessa, che doverosamente segnala la presenza di spoiler): nel post e dichiara competenza cinematografica pari alla conoscenza del Sanscrito, esprime grande apprezzamento all’estetica e al commento musicale del film, che non esita a consigliare.

Riconosce l’accuratezza con la quale sono state ricostruite la Stazione Spaziale Internazionale e il veicolo spaziale Soyuz, riprodotti  minuziosamente, persino nelle etichette dei bottoni sul pannello dei comandi.

La musica cambia se si entra nello specifico di alcune scene che scivolano in insidiosissimi equivoci, che l’Astronauta evidenzia come passaggi squisitamente cinematografici:

“Volare da Hubble alla ISS con un jetpack?

Andiamo. Sono in orbite completamente diverse: altitudini diverse, velocità orbitali diverse, piani diversi. …

Non è roba per un minuscolo jetpack.

E che dire dell’emozionante scena che vede Matt Kovalsky sganciarsi dalla dottoressa Ryan e sparire come risucchiato da qualche forza magica?

.. ehm, in realtà non sarebbe accaduto molto. 

Avrebbe solo continuato a fluttuare proprio lì.”

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 Entrando poi nello specifico, la Cristoforetti con cognizione di causa rileva che:

  1. “Addestramento—La Dr. Stone dice che si è addestrata in sei mesi per il suo volo. Bene, io mi sono addestrata per due anni e ne ho ancora un altro da fare. E, no, non sono nemmeno in grado di pilotare un veicolo spaziale cinese.
  2. Cavi di sicurezza—Durante le scene della riparazione di Hubble vedete molti attrezzi in volo libero. In una passeggiata spaziale reale, niente viene mai lasciato non legato. E i membri dell’equipaggio sono in aggiunta attaccati con un cavo di sicurezza autoavvolgente che li tirerebbe indietro verso la struttura se si staccassero.
  3. Volo con il jetpack—Veramente i membri dell’equipaggio non volano intorno a quel modo. Il jetpack (chiamato SAFER) è solo una misura di sicurezza aggiuntiva e ha giusto abbastanza gas per volare rapidamente indietro verso la struttura se uno se ne dovesse mai staccare.
  4. Perdita delle comunicazioniI satelliti per le comunicazioni, chiamati TDRS, sono satelliti geostazionari. Sono in un’orbita di 36.000 km. Non possono essere abbattuti da detriti che “volano intorno” in orbita terrestre bassa.
  5. O2 nella tuta che si esaurisce—In realtà, la prima riserva che si esaurirebbe sarebbe la purificazione della CO2. La Dr. Stone sarebbe morta di intossicazione da CO2 molto prima di finire l’ossigeno.
  6. Portelli dell’airlock—Nel film la Dr. Stone sembra facilmente in grado di “fare irruzione” in qualunque Stazione Spaziale capiti nella sua stessa orbita girando una conveniente maniglia esterna del portello dell’airlock. I portelli si aprono convenientemente verso l’esterno e gli airlock sono convenientemente isolati dal resto della Stazione. Nella realtà, non abbiamo maniglie esterne sui portelli e non teniamo gli airlock isolati—se aprite il portello, depressurizzate l’intera Stazione. Inoltre, i portelli verso il vuoto si aprono verso l’interno, non l’esterno, altrimenti non sarebbero molto sicuri, vero? Pensate a tutta quella pressione interna che vuole spingerli ad aprirsi tutto il tempo. Naturalmente, visto che si aprono verso l’interno dovete prima depressurizzare l’airlock, altrimenti avreste un momento molto difficile nel tentativo di aprirli.
  7. Ulteriori veicoli spaziali—Sulle varie Stazioni convenientemente localizzate sulla sua orbita, la Dr. Stone trova anche veicoli spaziali abbandonati dall’equipaggio della Stazione. In realtà, abbiamo due veicoli spaziali Soyuz per le sei persone della ISS. Se dobbiamo andarcene, li usiamo entrambi. Su una Stazione Spaziale evacuata non sarebbero rimaste Soyuz.

http://www.astronautinews.it/2013/10/07/l-420-alcune-riflessioni-su-gr

 

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