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Paolo Fresu, che cambierà il mondo con i suoni.

2013/12/29 - Attualità, Discussioni, Evento di: MG Colombo
Paolo Fresu, che cambierà il mondo con i suoni.

Cantones de Nadale
Paolo Fresu –  Daniele Di Bonaventura
Centro Laber di Berchidda, 27 dicembre 2013

Fresu-Di Bonaventura

 Fuoriclasse musicale, Fresu si propone, con il suo impegno artistico e civile, come un capofila di mobilitazione culturale, in antitesi al grigiore dei tempi.
La grande popolarità  internazionale che lo accompagna, spinge ad ascoltare con attenzione quanto pensa e dice rispetto ai nodi cruciali che la Sardegna in questo drammatico fine anno si trova ad affrontare.
Nell’intervista rilasciata a Costantino Cossu per La Nuova Sardegna, il Musicista torna sui temi a lui cari.
In primis la salvaguardia della tradizione senza perdere di vista l’apertura alla globalizzazione e all’adozione di prospettive più europee:
“..una chiave per reagire alla profonda crisi che la Sardegna sta vivendo, e aprire porte che fino a ora erano chiuse o socchiuse».

Vero missionario laico per la sua terra, Fresu non cessa di tessere le lodi della millenaria cultura sarda:
«La Sardegna è un luogo speciale, tra i tanti altri tratti autoctoni, possiede una lingua e una musica uniche.
Questa diversità è la nostra ricchezza e dovrebbe essere ciò su cui investire”

Detto ciò, non gli sfugge il pericolo di cadere nella sterile idealizzazione culturale che porta facilmente a sciocche enfasi o a pericoloso isolamento.
Rispetto alle pulsioni autonomistiche nota con ironia come i complessi di inferiorità debordino facilmente in complessi di superiorità, e dividano i sardi tra quelli che credono nella superiorità continentale a scatola chiusa e quelli che, perinde ac cadaver,
“salsiccia e formaggio come i nostri in Continente non ce n’è……..
In ogni caso, finché non combattiamo ad armi pari è difficile avere una coscienza indipendentista, nel senso che questa, se può esistere, va formata attraverso il dialogo e la conoscenza del prossimo“.

L’Artista non sfugge all’amarezza di constatare il ritardo culturale che ha significato compromissione dell’ambiente, svendita del territorio, disastri ambientali come la recente alluvione, che ha da un lato mobilitato la capacità organizzativa dell’Isola, ma evidenziato la lontananza dello Stato.

Carenti i servizi, insufficienti i trasporti, debole la rete culturale sottoposta al ruolo prevaricante della  tv , poco resta dell’universo emotivo e poetico della tradizione, poco delle tante storie di emigrazione, di doloroso disterru, ma anche di ritorno, tema caro a Fresu e oggetto del progetto fotografico di Gigi Murru, curato dell’associazione culturale Madriche, a Berchidda.

 Cantore di sardità, ma lontano da mitizzazioni, inneggia a fraternità internazionale, in antitesi al grigiore dei tempi, pronto a sedersi senza inutili timori o inopportune arroganze, alla grande mensa multiculturale del mondo, nel segno del rispetto reciproco, costruito sulla conoscenza.

Purtroppo nota Fresu
” La conoscenza è considerata un bene effimero. E finché, per ignoranza, si continuerà a pensare che la diversità è un pericolo, sarà impossibile cogliere i lati positivi dell’immigrazione.
Per fortuna nel mondo della musica e dell’arte in genere questi problemi non ci sono. Prevale nettamente il dialogo».

http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2013/12/27/news/dal-silenzio-la-musica-per-cambiare-il-mondo-1.8367090

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