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Pornografia di Witold Gombrowicz, prove di voyerismo per Ronconi

2014/04/10 - Attualità, Teatro di: MG Colombo
Pornografia di Witold Gombrowicz, prove di voyerismo per Ronconi

Teatro Argentina

PORNOGRAFIA

 Luca Ronconi

9 | 17 aprile ‘14

traduzione Vera Verdiani
con
 Riccardo Bini e Paolo Pierobon

pornografia5

e con (in ordine alfabetico)
Ivan Alovisio, Jacopo Crovella, Loris Fabiani
Lucia Marinsalta, Michele Nani, Franca Penone
Valentina Picello, Francesco Rossini

scene Marco Rossi
luci Pamela Cantatore
foto di Luigi Laselva

 coproduzione Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, Centro Teatrale Santacristina, in collaborazione con Spoleto56  Festival dei 2Mondi

“Pornografia racconta la curiosa storia di due amici di mezza età, ospiti in una casa di campagna durante l’occupazione nazista della Polonia. I due non si danno pace del fatto che la figlia dei padroni di casa e un ragazzo a loro servizio, due giovani che hanno l’età e l’aspetto per desiderarsi, siano completamente indifferenti l’uno all’altra. “I due amici – continua Ronconi – fanno di tutto per avvicinare i ragazzi, senza riuscirvi. Totalmente intrigati dal desiderio di avere con loro una certa promiscuità, o per lo meno una complicità, concepiscono un’idea ancor più sciagurata: un delitto…”.
Pubblicato nel 1962, il testo esplora con ironia e lucidità i misteri del desiderio e del sentimento. “Scelgo ancora una volta un romanzo e non un testo nato per il palcoscenico”, prosegue Ronconi, “perché le opere di narrativa, quando cambiano destinazione e approdano in teatro, hanno una resa diversa e forse altrettanto interessante rispetto alle commediePornografia, ad esempio, è scritto in prima persona. Quest’io narrante, che ha lo stesso nome dell’autore del romanzo, ci porterebbe a credere che si tratti di una storia autobiografica, eppure sappiamo che non è così. Diciamo che non capita quasi mai, in un testo teatrale, di avere una sovrapposizione di piani così ricca, ossia che simultaneamente tutto si svolga in tre temporalità diverse. Ed è divertente lavorarci”.

http://www.teatrodiroma.net/adon.pl?act=doc&doc=2410

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