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Pietro Ruffo, contemporanea mente

2014/10/13 - Arte, Evento, Installazioni, Mostre di: MG Colombo
Pietro Ruffo, contemporanea mente

Giornata del Contemporaneo
11 Ottobre 2014
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma

Pensa in grande il piccolo (1978) Pietro Ruffo con SPAD SVII, sigla del caccia monoposto biplano francese utilizzato durante la prima guerra mondiale, puntualmente riprodotto in legno e carta, materiali da lui sempre prediletti.

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Non ha l’età per aver cantato con Jimi Hendrix, Joan Baez e gli altri mostri sacri del rock a Woodstock nell’Agosto del 1969, ma ne coltiva l’utopia pacifista.
L’installazione site-specific posizionata nella Sala della Guerra dialoga con i quadri degli Aereopittori ne riprende l’entusiasmo per il volo, la passione per la velocità, gioca con l’idea di Aereo come simbolo di modernità.

SPAD SVII di Pietro Ruffo non vola ma fa volare su un mondo migliore
lontano dagli orrori che la quotidianità ci infligge ed evoca storie alla
Saint-Exupéry, in totale controtendenza agli assunti del Manifesto Futurista.

.
Se le proporzioni e la fedeltà al soggetto intimoriscono, le cartine camouflage, fissate con spilli in certosino maniacale ordine che lo ricoprono,
lo collocano in una dimensione fantastica, ne fanno un oggetto quasi naturalistico
di fiabesca incongruenza ove l’oggetto di morte diventa un’icona pop,
che strizza l’occhio al Tattilismo marinettiano.
Avvicinandosi all’opera si percepisce la poeticità dell’invenzione,
evocata dalla fragilità della carta disegnata ritagliata inchiodata in imprevedibile movimento a suggerir più che venti di guerra (eb)brezza del volo.

20141011_125103Uno sberleffo alla Guerra e ai suoi strumenti di morte, enunciazione
di una poetica pacifica.

Pietro Ruffo decostruttore di violenza, affabilmente presente in Sala, ha della produzione artistica un concetto rinascimentale che mette in pratica
nella sua “bottega”, ex Pastificio Cerere, con numerosi allievi, 10 in questo caso
come da video esplicativo del lavoro.
Interprete della complessa contemporaneità, con tecniche varie ma
stessa intensità emotiva, spesso “armato” solo di matita, Ruffo ha ottenuto
numerosi riconoscimenti internazionali che sottolineano il carattere
sociale e politico dei suoi lavori, ove la leggerezza non è sinonimo di semplicità.

« On ne voit bien qu’avec le coeur. L’essentiel est invisible pour les yeux »
Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe

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