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Milano è una selva oscura

2010/05/29 - Letteratura di: Lisa

Per quanto riguarda Milano è una selva oscura, volevo dire che sicuramente il libro merita, il protagonista è senza tempo e anche io mi sono meravigliata quando ho capito che si parlava del ’69, sembrava una situazione attualissima. L’unica cosa che mi affatica è il dialetto milanese che non conosco, essendo per nonno paterno di origine terrona! Scherzi a parte, merita di entrare tra i finalisti.

Per quanto riguarda Riportando tutto a casa, vorrei rispondere a Grazia. Di sicuro l’autore non vuole che il lettore si affezioni al protagonista, che è il simbolo della generazione dei quarantenni di oggi (anche se non bisogna mai generalizzare!) che hanno vissuto l’adolescenza negli anni ’80, gli anni del disimpegno, della nascita delle tv commerciali, del rampantismo, del sesso e della droga pesante (purtroppo!).

Io l’ho trovato crudelmente vero, in alcuni punti mi ha fatto molto pensare e il finale mi ha lasciato spiazzata.

Io lo voterò, mi piacerebbe sentire l’autore. Sto leggendo Staglianò, una bella inchiesta sugli immigrati e visto quello che sta succedendo oggi in Grecia, dà molto da pensare

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