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The Help :” We ” have a dream

2012/01/30 - Cinema di: MG Colombo

Era dai tempi di Via col Vento che le mamies aspettavano un risarcimento cinematografico.

Ci voleva l’adattamento al grande schermo dell’opera d’esordio, best seller 2009, dell’americana Kathryn Stockett.

Ci voleva soprattutto un cast d’eccezione , candidato a numerosi Oscar, capace di restituire autenticità agli usi ed abusi di una società razzista.

Eugenia Skeeter Phelan, wasp atipica, plurilaureata, colpevolmente in cerca di  lavoro piuttosto  che di  marito, niente testa cotonata, vuole scrivere di “cose che la disturbano”. Questo diventa il suo mantra.

Allevata come tutte le sue coetanee da una tata di colore, che la ha accudita educata rafforzata nell’autostima, insofferente degli usi ed abusi del suo ambiente, vuole diventare una scrittrice e niente può costringerla al voto del silenzio davanti a calunnie grandiose, decisioni ingiuriose, prevaricazioni medioevali, su cui peraltro si stavano applicando Martin Luther King e John Kennedy, poco popolari per la verità, nello stato del Mississippi.

Nel Sud inchiodato ai suoi ritardi dalla segregazionista legge  Jim Crow, la cura dei bambini e dei vecchi era totalmente delegata alle donne di colore, cui, con una contraddizione frutto di sfrenato razzismo e imbecillità, non si concedeva nemmeno l’uso comune del bagno, per non parlar dei bus, o anche solo di un pò di sensibilità.

C’è chi ha la pelle nera, c’è chi ha l’anima nera.

Uno straordinario gruppo di donne, ( interpretato da Emma Stone,Viola Davis, Bryce Dallas Howard, Octavia Spencer, Jessica Chastain), lo documenta, lo pubblica, facendosi carico di smascherare i grands recits di provincia, in nome di una solidarietà e di uno spirito innovativo tutto al femminile.

In questo emule di  Claudette Calvin e Rosa Parks, che  già  nel 1955, in Alabama, in assenza di reazioni maschili,  avevano suscitato il durissimo intervento della polizia per non aver ceduto il posto sull’autobus ai bianchi.

Il film si svolge nell’imminenza della promulgazione dei Civil Rights Act 1964, ma nel profondo Sud imperversa il Ku Klux Klan, i Black Panthers non arrivano e i televisori vengono drasticamente spenti quando si parla di innovazioni.

Il film di Tate Taylor ha un approccio lieve a contenuti poderosi, è giocato sul filo dell’ironia e su battute memorabili, che riscattano il tono a volte didascalico e un pò noiosetto dell’ insieme.

Suggeriscono riflessioni su situazioni di attuale sfruttamento e immotivata emarginazione.

Ma soprattutto esaltano il valore della scrittura come fatto sociale.

 http://www.youtube.com/watch?v=52UYjEs72tw

 

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