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La serata a Colono di Elsa Morante. regia Mario Martone.

2013/02/10 - Teatro di: MG Colombo
La serata a Colono di Elsa Morante. regia Mario Martone.

Teatro Argentina, Roma

La serata a Colono

30 gennaio | 17 febbraio 2013

Straordinaria Antigone quella di Antonia Truppo, che raggiunge un commovente senso di autenticità, nei suoi sdruciti panni, naso che cola, eloquio ignorante, a rappresentare la selvatica istintualità immaginata da Elsa Morante.

 ” Le cose della scola…le cose della memoria io / ci faccio troppa

fatica a ricordare”

Infatti non ricorda nulla questa Antigone, teneramente vestita da Ursula Patzak, creatura inerme, ignara di qualsiasi intellettualismo, incolpevole testimone del dramma paterno, “selvatica e tremante”, con la grazia istintiva, che sarà di Useppe ne La Storia.

«Pure se sono nata per dover morire / sono contenta d’essere nata […] e specialmente a voi pa’ addeso che siete vecchio /io ci penzo che se non ero nata chi ci stava con voi per custodirvi che quello è disastro / per la vecchiaia di non averci gnisuna compagnia».

Con istinto animalesco, individua il suo ruolo nel mondo e trova un significato esistenziale nella difesa del padre, con istintive piccole bugie, che negano la realtà, non chiedono nulla, in giocosa assistenza, modello del pasoliniano Angelo, interpretato da Ninetto Davoli, accompagnatore di Edipo-Pasolini.

Il dramma di Edipo è affidato alla potente stralunata interpretazione di Carlo Cecchi, bendato, inchiodato alla barella dalla colpa e, più ancora, dalle cinture di contenzione, fino alla fine dello spettacolo, in una prova attoriale provocatoria e sfibrante, per lui non meno che per gli spettatori, travolti dal citazionismo sfrenato, che tutto scompostamente include, da Allen Ginsberg ai blues, dall’Inno ebraico dei Morti alla Bibbia, da Sofocle ai canti atzechi, da Hölderlin ai poeti della beat generation…

Quando la cultura è una camicia di forza.

In totale asimmetria la sgrammaticata irruenza sentimentale e dialettale della smemorata nipotina di Laio, straniata epigone dell’Antigone di Hölderlin, di Alfieri, di Anouilh, di Brecht, nel segno della parodia dichiarato e voluto dalla Morante, con il coro dei saggi affidato ai deliri e ai tic dei malati, il leggiadro bosco delle Eumenidi tramutato nella oscena corsia di un ospedale ove, in psichiatrica libertà, i malati vivono i loro deliri, sotto lo sguardo indifferente di infermieri, medici, suore.

A “far suonare” la scena ci pensa Nicola Piovani, che esalta, sottolineandola, la visionaria musicalità del testo.

“Tutto bene in famiglia” dice suora-Ismene, ora, trattandosi della famiglia di Edipo…

http://www.teatrodiroma.net/adon.pl?act=doc&doc=2240

“Dopo trentacinque anni dalla pubblicazione, è una vera e propria sfida: in una corsia d’ospedale degli anni ’60 due portantini depositano una barella su cui giace un vecchio ricoverato d’urgenza con occhi avvolti da garze insanguinate. È un accattone, ex proprietario, di radici contadine, vedovo con quattro figli, affetto da mitomanie epico-classiche, soggetto a squilibri, sorvegliato con devozione da una figlia quattordicenne zingarella e che reca i segni dolci “delle creature di mente un poco tardiva”. Lei è Antigone. Lui è la reincarnazione di un Edipo trasandato, logorroico, accolto in un reparto Neuro-deliri dove stazionano tre guardiani, un dottore-Teseo e una suora-Ismene. La tragedia sofoclea Edipo a Colono, ovvero il concludersi del lungo e tormentato esodo di un sovrano parricida e incestuoso, è, in questa Serata a Colono, un calvario rivissuto oggi con scabri accenti misti a deliri d’alta e remota nobiltà violata, con l’Edipo attuale pervaso da un dolore furioso, affetto da miraggi. I due musicisti esecutori, sul palco, cercano di introdursi, quant’è possibile in punta di piedi, nella metrica del coro, di Edipo e di Antigone, per cercare sommessamente di illuminarne il senso ritmico, senza impallarne acusticamente la bellezza: come le ombre che a volte rendono più nitida la bellezza assolata di un’architettura.”

con Carlo Cecchi (Edipo)
Antonia Truppo (Antigone)
Angelica Ippolito (Suora)
Coro (in ordine alfabetico) Giovanni Calcagno, Salvatore Caruso, Dario Iubatti, Giovanni Ludeno, Rino Marino, Paolo Musio, Franco Ravera
guardiani Victor Capello, Vincenzo Ferrera, Totò Onnis
dottore Rino Marino
Francesco De Giorgi (tastierista), Andrea Toselli (percussionista)
musiche Nicola Piovani
fondale Sergio Tramonti
costumi Ursula Patzak
luci Pasquale Mari
suono Hubert Westkemper
aiuto regia Paola Rota
foto di Mario Spada

One thought on “La serata a Colono di Elsa Morante. regia Mario Martone.

Maria

Ho visto lo spettacolo a Roma sono rimasta incantata e condivido l’articolo che ha scritto! Eccellente recensione

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