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IL Prezzo di Miller manda in tilt il quoziente emozionale del Teatro di Roma

2015/11/09 - Attualità, Teatro di: MG Colombo
IL Prezzo di Miller manda in tilt il quoziente emozionale del Teatro di Roma

Se Antonio Calbi, straordinario direttore multitasking dell’Argentina, avesse posizionato un radar wifi in teatro avrebbe potuto rilevare la straordinaria accelerazione cardiaca degli spettatori che affollavano ogni ordine di posti durante le repliche di Il prezzo di A.Miller.

In un’ora e quaranta senza intervallo, Popolizio ha messo in scena i complessi stati emozionali dei protagonisti della pièce, affidandosi alla straordinaria versatilità attoriale della compagnia e rinnovando il successo che l’opera ebbe debuttando a Broadway nel 1968.

L’irruzione in scena del vecchio rigattiere Solomon, cui Umberto Orsini ha donato tutto il glamour della sua persona e il fascino di grande interprete, rende inequivocabile che si vanno a quantificare beni materiali e immateriali, compressi dal fuoco incrociato di fallimenti personali ed epocali, marchiati dalla crisi del ’29.

Lo squallore di un vecchio appartamento prossimo alla demolizione con il suo contenuto di evidente inutilità da rottamare proposto dalla scenografia di Maurizio Balò, diventa la cassa di risonanza di vite vissute nell’ambiguità, nel gioco al massacro di egoismi incomprensioni ambizioni che trovano nella famiglia terreno fertile di conflittualità, come la drammaturgia di Miller ha sempre sottolineato.

Davanti alle incombenti suppellettili ormai innecessarie e indesiderate, ammassate in vita dal bilioso padre/padrone, in attesa di essere frettolosamente liquidate al miglior prezzo possibile per soddisfare qualche residuo modesto (bi)sogno, Victor e suo fratello si confrontano in un tardivo inconcludente incontro che non li risarcisce delle amarezze accumulate nel tempo anzi, semmai, le acutizza.

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Sarà Salomon, rappresentante straccione delle inesorabili leggi del profitto, a concludere con una scanzonata coreografia, sulle note di un motivetto alla Woody Allen, l’ennesimo inganno, liquidatore dell’arpa della Mamma e dei tragicomici equivoci di una vita.

 

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