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Angela Bubba, Giorgio Ghiotti e la macellaia di Rodari

2017/07/12 - Attualità, Letteratura di: MG Colombo
Angela Bubba, Giorgio Ghiotti e la macellaia di Rodari

 “ Memoria e smemoratezza si danno felicemente il cambio
in questo libro, sono sentinelle alla pari”

Sandra Petrignani 

 

Flâneurs 2.0, Angela Bubba e Giorgio Ghiotti propongono con il loro libro Via degli Angeli ed. Bompiani, un approccio alternativo, molto social, ai sacri mostri del nostro ‘900 letterario.
Roma 2017, stretta tra canicola incuria arroganza, percorsa con atteggiamento concettuale e metodologico vincente sui chiacchericci da salotto, sulle note alla ioloconoscevobene spesso ingenerose e succubi del culto dell’apparenza già sanzionato da Rinaldo Diacono, alter ego di Corrado Alvaro.
Angela Bubba e Giorgio Ghiotti fanno parlare la gggente.
L’idea è tanto semplice quanto suggestiva: ripercorrere, more morettiano, i luoghi degli scrittori e filtrare la loro quotidianità attraverso la memoria di chi li incontrava sotto casa come vicini, li riforniva di frutta, camicie, gelati… spesso ignorandone l’importanza pubblica.

Vien fuori, nel segno di una dichiarata garbata serendipity, un gustoso quadro epocale ed urbano, e più ancora un affresco sociologico di una Roma abituata a convivere con i geni ( una volta, eh!!) e a non farsene coinvolgere.

Non ci fosse uno sprezzante atteggiamento di irriconoscenza che non concede nemmeno una menzione, una targa ( piccola sobria, magari blu alla maniera inglese, come suggeriva, durante l’incontro a casa Moravia, Sandra Petrignani, cui si deve la prefazione del libro) per chi ha vissuto in e di questa Città, cogliendone gli umori e rendendola più nostra oltre che universalmente conosciuta, tutti noi scopriremmo di aver abitato vicino alla grande poetessa, all’indiscusso autore, al formidabile narratore, al pittore di fama…

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Appassionati di letteratura, con il culto della memoria non paludata, il duo Ghiotti&Bubba, con licenza di intervista e inclinazione alla tenerezza, si è messo sulle orme dei miti letterari del ‘900 e ha proposto una mappa sentimentale con l’aiuto di verdurai, camiciai, gelatai, signore con cane, a volte memori di piccoli gesti, a volte immemori d’aver sfiorato il personaggio.

Dopo la lettura del libro impossibile passare in piazza Campo Marzio senza vedere al n. 3 Natalia Ginzburg intenta ad ordinare un gelato al banco del signor Nazareno;
d’ obbligo fermarsi a Via delle Mole dè Fiorentini al n. 28 e pensare a Sandro Penna e al sottoscala del suo scontento;
sostare al n. 11 di via dei Prefetti per farsi raccontare dal titolare della nota Camiceria Albertelli di quella matta totale di Laura Betti, e di La Capria e di Fellini.
E così investigando investigando da via dell’Oca 27, uno dei luoghi di Elsa Morante, al lungotevere Sanzio 5, teatro delle liti tra Amelia Rosselli e Dario Bellezza, fino Piazza Ennio 11, dove una folta parete di edera sussurra di Anna Maria Ortese, i due Autori hanno raccolto frammenti difficili da trovare in paludate biografie ma altrettanto significativi.
Grazie a Via degli Angeli apprendiamo di un Moravia anche appassionato di papaye, come ricorda il suo fruttivendolo:
Moravia sfiorava quella frutta come se fosse la copertina di un libro… un libro bellissimo”.
Un’ immagine che più di un saggio spazza via il luogo comune di un uomo burbero e scostante, la cui abitazione al civico n.1 del Lungotevere della Vittoria, sempre aperta grazie all’appassionata volontà delle eredi, consente di respirare le atmosfere nelle quali visse il grande scrittore circondato dai suoi 12 mila libri e altrettanti amici .

img_20170711_195927Nour Melehi, ospite accogliente e sapiente di Casa Moravia

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